(di Francesca Romana Riello) Detenuti tossicodipendenti, via libera ai domiciliari: i detenuti con problemi di tossicodipendenza o alcoldipendenza che intraprendono un percorso terapeutico certificato potranno chiedere di scontare il residuo della pena agli arresti domiciliari o all’interno di una comunità. È il contenuto del disegno di legge approvato in via definitiva dalla Camera, che punta a favorire il recupero delle persone detenute e, al tempo stesso, ad alleggerire il problema del sovraffollamento delle carceri.

Detenuti tossicodipendenti, via libera ai domiciliari
la deputata Paola Boscaini

Detenuti tossicodipendenti, cosa cambia

La nuova normativa consente ai detenuti inseriti in un programma di recupero autorizzato di chiedere la detenzione domiciliare per un residuo di pena fino a otto anni, limite che scende a quattro anni nei casi relativi ai reati più gravi. Il percorso terapeutico dovrà essere seguito da strutture del Servizio sanitario nazionale oppure da enti accreditati.

«Circa il 32 per cento della popolazione detenuta soffre di tossicodipendenza o alcoldipendenza», ricorda la deputata veronese di Forza Italia Paola Boscaini, che considera il provvedimento uno strumento per offrire un’opportunità concreta a chi sceglie di affrontare un percorso di recupero. Per la parlamentare, infatti, il carcere da solo non è sufficiente a garantire un reale reinserimento.

Detenuti tossicodipendenti, via libera ai domiciliari
la consigliera comunale Patrizia Bisinella

Il richiamo a Montorio

Nel commentare l’approvazione della legge, Boscaini richiama anche la visita effettuata lo scorso anno alla casa circondariale di Verona Montorio insieme all’europarlamentare Flavio Tosi e alla consigliera comunale Patrizia Bisinella. In quell’occasione, sottolinea, era emersa con chiarezza la situazione di sovraffollamento dell’istituto e le difficoltà nel seguire in modo adeguato i detenuti più fragili.

Per la deputata, il nuovo provvedimento si inserisce nella tradizione garantista di Forza Italia, che punta a coniugare sicurezza e funzione rieducativa della pena, valorizzando quando possibile percorsi alternativi al carcere. «Il carcere, quando necessario, deve comunque essere rispettoso della vita dei detenuti», conclude Boscaini.

Detenuti tossicodipendenti, via libera ai domiciliari
l’europarlamentare Flavio Tosi