(di Francesca Romana Riello) Centro Ustioni di Borgo Trento entra nella rete europea delle strutture specializzate nella cura dei grandi ustionati. L’unità dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona ha ottenuto la certificazione della European Burns Association: è il quarto centro italiano a riceverla e il primo e unico in Veneto.
Il riconoscimento certifica la qualità delle cure, ma soprattutto la capacità di intervenire quando l’emergenza supera le dimensioni ordinarie. Incidenti con molti feriti, esplosioni, incendi e disastri: situazioni in cui un singolo ospedale può non bastare e diventa necessario spostare rapidamente i pazienti tra strutture specializzate di diversi Paesi.
Verona entra così in una rete che oggi riunisce 35 centri europei certificati. In Italia, su 16 Centri Ustioni attivi, hanno ottenuto la certificazione EBA soltanto Genova, Pisa, Catania e ora Borgo Trento.

Una rete per le grandi emergenze
Due episodi vicini a Verona ricordano quanto questo tipo di organizzazione possa diventare decisivo. Nell’ottobre scorso l’esplosione di Castel d’Azzano costò la vita a tre carabinieri e provocò ustioni diffuse ad alcuni loro colleghi, successivamente presi in carico dall’Aoui.
Nel 2017 era stato invece l’incidente dell’autobus di studenti ungheresi sull’autostrada A4, con 17 vittime, a portare a Borgo Trento alcuni pazienti con gravi ustioni.
Episodi diversi, con lo stesso problema: quando i feriti aumentano rapidamente, anche le strutture sanitarie più attrezzate possono raggiungere il limite della propria capacità.
La tragedia di Crans-Montana ha mostrato lo stesso problema su scala internazionale. In situazioni come questa una rete europea permette di distribuire i pazienti tra i centri in grado di accoglierli, evitando che l’intero peso dell’emergenza ricada su una sola struttura.
«Quando succedono eventi come Crans-Montana, ThyssenKrupp o il treno di Viareggio le strutture vanno in crisi ed è importante avere una rete», spiega Maurizio Governa, direttore del Centro Ustioni e della Chirurgia plastica di Borgo Trento.
Per Governa, la certificazione significa che Verona dispone dell’organizzazione necessaria per accogliere contemporaneamente numerosi pazienti.
L’esperienza maturata sul campo non basta per ottenere il riconoscimento: la verifica della European Burns Association prende in esame l’intero percorso del paziente, dall’arrivo in ospedale alla fase riabilitativa, attraverso un sopralluogo e una successiva valutazione del centro.
I requisiti prevedono almeno 75 ricoveri acuti ogni anno e 50 interventi ricostruttivi, oltre alla presenza 24 ore su 24 di un chirurgo specializzato in ustioni e di un anestesista. Per la terapia intensiva è richiesto almeno un medico ogni due posti letto e deve essere disponibile un’équipe multidisciplinare dedicata.
La certificazione ottenuta da Verona avrà una validità di cinque anni.

Centro Ustioni, Verona entra nella rete europea
La complessità nasce dalla stessa natura delle ustioni più gravi, che vanno oltre le lesioni della pelle. Nei pazienti con ustioni estese possono essere compromessi contemporaneamente l’equilibrio dei liquidi, i reni, i polmoni, il cuore, il fegato e la funzionalità respiratoria, soprattutto quando all’ustione si aggiunge l’inalazione di fumi.
Si aggiungono il rischio di infezioni, la gestione del dolore e la necessità di accompagnare il paziente in un percorso spesso lungo, tra riabilitazione e sostegno psicologico.
La chirurgia ricostruttiva cambia da caso a caso: nei grandi ustionati, per esempio, le aree di cute integra da cui prelevare il tessuto necessario alla ricostruzione possono essere molto limitate.
Una storia iniziata da oltre cinquant’anni
Il riconoscimento europeo arriva a Verona dopo un percorso cominciato negli anni Settanta con Silvano Furlan e Dino Barisoni.
Oggi il Centro Ustioni fa parte dell’Unità operativa complessa di Chirurgia plastica diretta da Governa e dispone di otto posti letto di terapia semintensiva dedicati. Per i pazienti più gravi, adulti e bambini, può contare anche sulle terapie intensive dell’Aoui.
Il bacino di riferimento va da tempo oltre i confini provinciali e regionali. A Borgo Trento arrivano pazienti dal Veneto, dalla Lombardia, dal Trentino-Alto Adige, dall’Emilia-Romagna e dal Friuli-Venezia Giulia. Il Centro fa inoltre parte della rete nazionale coordinata dal 118 e può ricevere pazienti da tutta Italia 24 ore su 24.
Alla struttura è legata anche una delle cinque Banche della cute presenti in Italia. Verona è stata inoltre sede della presidenza delle società italiana ed europea delle ustioni ed è centro europeo di riferimento per la formazione sull’utilizzo di un gel enzimatico che consente di rimuovere i tessuti necrotici riducendo l’invasività del trattamento.
«La certificazione non è solo un pezzo di carta, osserva Governa, ma testimonia il livello di eccellenza raggiunto e serve a organizzare il futuro».
Un risultato che il direttore attribuisce al lavoro costruito negli anni da medici e infermieri e all’esperienza lasciata dalle generazioni che hanno guidato il reparto prima di lui.
È cambiata, nel frattempo, anche la tipologia dei pazienti. «Il numero degli ustionati non è calato, sottolinea Governa . Prima erano soprattutto i disastri industriali, oggi molti sono incidenti domestici gravi».
Per il direttore generale dell’Aoui Paolo Petralia, la certificazione riconosce soprattutto la capacità dell’ospedale di lavorare in modo multidisciplinare. Nel caso dei grandi ustionati, infatti, al Centro devono affiancarsi anestesisti, rianimatori, infettivologi, pediatri, riabilitatori e numerosi altri specialisti.
Il numero degli ustionati non è diminuito, è cambiata la loro provenienza: meno grandi disastri industriali, più incidenti domestici gravi. A cambiare, con la certificazione europea, è ora anche la capacità di risposta del Centro quando i numeri superano quelli dell’attività ordinaria.

