Rendere più rapido l’utilizzo degli immobili confiscati alla mafia
Il Veneto compie un passo decisivo nel contrasto alle infiltrazioni criminali. Il Presidente della Regione, Alberto Stefani – che da maggio ha assunto la delega all’Antimafia – ha annunciato l’istituzione di una speciale Unità organizzativa regionale Antimafia. La nuova struttura intende offrire a Comuni, Enti locali e realtà del Terzo settore uno strumento per semplificare e velocizzare le procedure di accesso, gestione e riutilizzo sociale dei beni sottratti alla criminalità organizzata.
«Le mafie provocano un danno alla comunità, che ha il diritto di riappropriarsi di quanto le viene tolto- ha dichiarato-.Come ci hanno insegnato Falcone e Borsellino, le mafie sono fenomeni umani destinati ad avere una fine, ma ognuno deve fare la propria parte. Vogliamo che i cittadini si sentano parte attiva in questa battaglia».
L’iniziativa ha raccolto il plauso di Erik Pretto, FI, coordinatore del Comitato per la gestione dei beni sequestrati e confiscati della Commissione bicamerale Antimafia, che ha evidenziato come l’istituzione della cabina di regia regionale dia seguito a una precisa proposta condivisa in fase di stesura del programma di governo del centrodestra e scaturita proprio dal lavoro svolto a livello parlamentare.
«Si tratta di una scelta perfettamente coerente con le linee guida pubblicate dalla Commissione bicamerale Antimafia, ribadite nel corso degli approfondimenti finalizzati all’adeguamento della normativa italiana alla Direttiva europea n.1260 del 2024-, ha sottolineato Pretto, ricordando i risultati già ottenuti- Grazie al Vademecum per gli Enti locali sviluppato nel corso della 18ª legislatura, solo nella provincia di Vicenza tra il 2022 e il 2023 sono stati assegnati gratuitamente ben 76 immobili.
La nuova struttura regionale potrà rappresentare un punto nevralgico fondamentale per affiancare i Comuni nei progetti di ristrutturazione e riutilizzo di questi immobili, che potranno diventare nuovi simboli di legalità sul territorio».

La contaminazione malavitosa segue logiche contrarie alla sana economia rappresentata dalle piccole e medie imprese venete, che fino ad oggi hanno reso grande la nostra regione.
Il Veneto, favorendo di una posizione geografica strategica, dalla costiera adriatica al crocevia delle autostrade A4 Milano-Venezia e A22 Brennero-Modena, che permette sbocchi commerciali dal mare all’Europa centrale, risulta essere un territorio esposto alle infiltrazioni per l’alta concentrazione economica.
La proposta condivisa fra Pretto e il Governatore del Veneto consentirà di rendere capillare la presenza delle Istituzioni sul territorio, creando uno strumento adatto per contrastare le mafie e gestire i beni confiscati a sostegno del mondo del sociale.
