L’Assessore: l’acqua va gestita tutto l’anno, non quando è già finita
L’assessore regionale all’Agricoltura Dario Bond ha riunito a Mestre con un tavolo con Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Confederazione Agricola e Alimentare e Copagri con l’obiettivo di coordinare gli interventi strutturali e le azioni necessarie per affrontare la scarsità d’acqua mettendo a sistema le fonti di finanziamento e definendo un percorso condiviso per rafforzare la sicurezza idrica.
«Dobbiamo ragionare come se fossimo chiamati a prevenire l’emergenza tutto l’anno – sottolinea Bond – Significa sapere quanta acqua abbiamo e quanta possiamo accumularne per distribuirla nel momento del bisogno».
Il Tavolo nasce quindi con un obiettivo concreto: definire una strategia per aumentare la resilienza del sistema irriguo veneto, attraverso un piano per l’individuazione, il recupero e la realizzazione di invasi e bacini di accumulo sull’intero territorio.
«Abbiamo già un quadro conoscitivo dei possibili bacini e un parco di progetti costruito negli anni insieme ai Consorzi di bonifica» dichiara l’assessore.
Il riferimento è al «Quadro conoscitivo sui bacini in cui invasare la risorsa idrica, ad uso irriguo ed ecosistemico». Il documento costituisce la base per la successiva progettazione degli interventi e per la loro candidatura alle fonti di finanziamento.

La strategia indicata da Bond si muove su due direttrici: da una parte aumentare la capacità di accumulo, dall’altra migliorare la gestione della risorsa disponibile.
«Agricoltura, Consorzi di bonifica, territori e istituzioni devono parlare tra loro durante tutto l’anno, non soltanto nel momento della crisi».
La questione riguarda anche la montagna, dove la disponibilità della risorsa idrica è diventata strategica. L’assessore indica la necessità di intervenire sugli invasi esistenti, aumentandone l’efficienza e la capacità di accumulo.
«Non possiamo pensare di risolvere il problema prendendo più acqua da dove ce n’è ancora – conclude Bond -. Dobbiamo aumentare la nostra capacità di conservarla. La vera sfida è passare dalla gestione dell’emergenza alla gestione della risorsa».
