Si difendono i principi dell’inviolabilità del domicilio e della proprietà privata

(paolo danieli) Legittima difesa. La gente comincia a stancarsi. Era inevitabile. E’ sempre più frequente che qualche tranquillo cittadino spari ai ladri o ai rapinatori entrati nella sua proprietà per rubare. Eclatante il caso Roggero, il gioielliere cuneese condannato per aver ammazzato due rapinatori mentre fuggivano dal suo negozio. Dell’altro ieri quello di un cittadino onesto che ha sparato uccidendolo ad uno dei ladri che stavano cercando di entrare in casa sua. Per citare solo il caso più famoso e quello più recente.
Ma in mezzo ce ne sono tanti altri. Compresi quelli dei poliziotti o dei carabinieri inquisiti per omicidio quando in qualche azione sono costretti a sparare. 

Impensabile che a questo stato di cose non ci sia una reazione. Il diffuso senso di insicurezza induce molti ad armarsi, a organizzarsi in ‘ronde’ a prendere iniziative di difesa privata.

I grilli parlanti contro la legittima difesa

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I grilli parlanti del politicamente corretto si scandalizzano e condannano. Ammoniscono dalle loro poltrone che non siamo nel Far West, che la sicurezza non è compito dei privati cittadini ma delle forze dell’ordine. E ogni volta che succede che ci scappa il morto perché qualcuno si è difeso sparando, lo condannano e, se pur velatamente, solidarizzano con il povero delinquente ‘caduto sul lavoro’, cioè rubando.

Secondo questi signori ci pensa la polizia a difenderci. Basta chiamarla. Sì, ma nell’intervallo di tempo che passa ora che arriva che cosa deve fare il cittadino che sta per essere derubato, aggredito o sequestrato? Deve offrire il caffè ai rapinatori? E’ evidente che non riescono a considerare la realtà, le dinamiche che può scatenare la paura e l’istinto di sopravvivenza e di difesa del proprio territorio.  E quando, messi alle strette, non sanno più cosa dire, s’aggrappano alla morale, se non alla religione e accusano i sostenitori della legittima difesa di anteporre ‘la roba’ di verghiana memoria alla vita umana. 

“Se per impedire che qualcuno ti rubi del denaro o dei gioielli – dice il grillo parlante- ritieni che sia legittimo sparare e magari uccidere, significa che ritieni ‘la roba’ più importante della vita umana”. 

Un ragionamento dal chiaro sapore ricattatorio che punta a mettere l’interlocutore in conflitto con i suoi stessi principi. Ma i grilli parlanti, si sa, sono famosi più per sputare sentenze che per cogliere l’essenza delle cose. Essenza che nel caso specifico non sta nella difesa dell’orologio, dell’anello o delle banconote, bensì in quella del principio di inviolabilità del focolare domestico e della proprietà privata. 

Chi difende legittimamente l’incolumità propria e dei familiari e la proprietà, oltre a rispondere ad un istinto naturale svolge un’azione in difesa dell’intera società affermando con dei fatti i principi sui quali è fondata.