L’estate turistica veronese e con essa la stagione della grande lirica all’Arena si è conclusa. Ma c’è uno strascico. Il capogruppo di FdI alla 2ª Circoscrizione, Alberto Rizzati, facendosi portatore del disagio degli abitanti della zona, dà voce alle proteste dei residenti in piazzale Cadorna che non accennano a spegnersi.
«Con l’arrivo dell’autunno – spiega Rizzati- il bilancio dei residenti è drammatico: un’intera estate passata con le finestre sbarrate, prigionieri in casa propria per difendersi dal rumore assordante dei motori e dai gas di scarico degli autobus turistici. Una situazione di totale esasperazione con i cittadini stanchi dei costanti disagi iniziati a giugno e proseguiti senza sosta per tutta l’estate».
Un esposto alla Procura della Repubblica
«Sul tavolo – riferisce Rizzati che è anche avvocato – c’è già un esposto formale alla Procura della Repubblica per denunciare non solo l’inquinamento acustico e ambientale, ma anche quella che viene definita una palese omissione da parte delle istituzioni locali».

L’estate in piazzale Cadorna: un assedio giorno e notte
Secondo le testimonianze raccolte nel quartiere, il piazzale è diventato un vero e proprio hub abusivo per i mega-bus turistici, utilizzati per far salire e scendere comitive a qualsiasi ora del giorno e, soprattutto, della notte.
“Siamo costretti a subire la sosta selvaggia sotto le nostre finestre” denunciano i residenti. “Gli autisti tengono i motori costantemente accesi, anche per ore, al solo scopo di garantire il refrigerio dell’aria condizionata all’interno dell’abitacolo prima che i turisti risalgano. Respiriamo gas di scarico tossici e il rumore di fondo rende impossibile il sonno”.
La domanda che la cittadinanza si pone è semplice: esiste una specifica ordinanza che autorizzi questo viavai continuo e la sosta prolungata in una zona densamente popolata.

«A rendere lo scenario ancora più teso – aggiunge Alberto Rizzati- è il comportamento dei vigili, descritto dai cittadini come un vero e proprio muro di gomma. Le segnalazioni al centralino della Polizia Municipale si sono moltiplicate per tutta l’estate, ricevendo in cambio, a detta dei protestanti, risposte interlocutorie, di disinteresse e comunque con nessun aiuto per risolvere il problema.
Una mancanza di tutela che ha spinto i residenti a scrivere una dura lettera di protesta contro la “noncuranza e la tracotanza dell’amministrazione comunale e della municipale che si rifiuta di intervenire”. Se le istituzioni continueranno a ignorare il problema, – conclude Rizzati- sarà la magistratura a dover stabilire perché chi indossa una divisa abbia deciso di voltarsi dall’altra parte, lasciando un intero quartiere alla mercé del caos turistico».

