Ora la parola passa al Parlamento Ue

La Commissione politiche sanitarie del Parlamento Europeo ha bocciato l’introduzione di specifici messaggi di allerta sulle bottiglie di vino, nell’ambito del piano europeo per la prevenzione e la lotta alle malattie oncologiche.

Una decisione accolta con favore dal consigliere regionale Matteo Pressi, capogruppo della Lista Stefani a Palazzo Ferro-Fini, che considera i possibili alert sulle etichette «un messaggio fuorviante». Secondo Pressi, andrebbe distinta la questione dell’abuso di alcol dal consumo responsabile.

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Matteo Pressi

Al centro della presa di posizione anche il peso economico del settore vitivinicolo veneto. La regione produce circa 11 milioni di ettolitri di vino, di cui 9 milioni riconducibili a produzioni DOC e DOCG, mentre l’export vale quasi 3 miliardi di euro.

Le etichette ‘terroristiche’ avrebbero penalizzato il settore vitivinicolo

Per Pressi, un messaggio generalizzato contro il vino rischierebbe quindi di penalizzare una filiera già alle prese con gli effetti del cambiamento climatico e con la progressiva riduzione dei consumi.

La proposta, senza il riferimento alle etichette con messaggi di allerta, approderà ora all’esame del Parlamento Europeo in seduta plenaria a novembre. Pressi si rivolge ai parlamentari eletti in Veneto e nel Nord-Est affinché sostengano l’impostazione approvata dalla commissione. «Il vino non danneggia la salute e fa parte della dieta mediterranea», sostiene il consigliere, sottolineando la differenza tra consumo responsabile e abuso.