(Gianni De Paoli) Il nucleare torna a cercare il consenso dei cittadini. Sabato 10 e domenica 11 ottobre dalle 10 alle 18 in Piazza Bra si terrà Stand Up for Nuclear, la manifestazione internazionale che porta nelle piazze il confronto sulle tecnologie nucleari e sul loro possibile ruolo nel futuro energetico. Tra settembre e ottobre la medesima iniziativa si svolge in 42 città italiane.

Gazebo, banchetti informativi e attività divulgative saranno l’occasione per discutere di energia, decarbonizzazione, sicurezza degli approvvigionamenti e nuove tecnologie, ma anche per affrontare i temi più controversi legati all’atomo, dai costi alla sicurezza, fino alla gestione dei rifiuti radioattivi. L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori è contribuire a un dibattito meno ideologico e più basato sui dati scientifici.

Promossa a livello internazionale da una rete di associazioni e organizzazioni no-profit indipendenti, l’iniziativa negli anni ha coinvolto cittadini e attivisti in oltre 30 Paesi. In Italia è promossa dal Comitato Nucleare e Ragione, da Riforma e Progresso ed Energy Break, in collaborazione con altre realtà associative e di divulgazione scientifica.

La crisi energetica impone il nucleare sui pregiudizi

Il ritorno del nucleare nel dibattito pubblico arriva in una fase in cui la sicurezza energetica è tornata prepotentemente al centro dell’agenda europea. La guerra in Ucraina e le più recenti tensioni sulle rotte energetiche del Golfo Persico hanno mostrato i rischi legati alla dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili, mentre la necessità di ridurre le emissioni impone di accelerare la transizione verso sistemi energetici a basse emissioni.

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In questo scenario, il nucleare viene indicato dai suoi sostenitori come una delle tecnologie in grado di affiancare le fonti rinnovabili, garantendo una produzione elettrica programmabile e a basse emissioni. L’Unione europea soddisfa attraverso importazioni nette circa il 57% del proprio fabbisogno energetico, mentre nel 2025 la dipendenza dalle importazioni di gas naturale ha raggiunto l’87,6%.

Anche l’Italia ha iniziato a muoversi sul piano istituzionale. Il disegno di legge delega sul nucleare sostenibile, dopo il parere positivo della Conferenza Unificata nel luglio 2025, è stato approvato dalla Camera dei deputati il 4 giugno 2026 ed è attualmente all’esame del Senato. Il provvedimento non autorizza direttamente la costruzione di nuove centrali, ma delega il Governo a definire il quadro normativo per le tecnologie nucleari sostenibili e di nuova generazione.

È proprio in questo contesto che Stand Up for Nuclear punta a riportare il tema fuori dalle sole aule parlamentari e dagli ambienti specialistici, mettendolo a confronto con il pubblico. L’intento è sfatare miti e pregiudizi, senza nascondere criticità e interrogativi, e fornire ai cittadini gli strumenti per valutare vantaggi e svantaggi del nucleare nel quadro più ampio delle alternative energetiche.

La manifestazione affronterà inoltre gli impieghi delle tecnologie nucleari in ambiti diversi dalla produzione di elettricità, dalla medicina diagnostica e terapeutica alla ricerca, dall’industria al settore agroalimentare. Tra i temi proposti anche il rapporto tra nucleare civile e disarmo, con il riferimento al programma Megatons to Megawatts, che consentì di convertire materiale fissile proveniente da arsenali atomici in combustibile per la produzione di energia.

Nelle piazze, dunque, il confronto passerà da incontri, materiali informativi e attività divulgative. L’obiettivo è avvicinare un pubblico più ampio a una questione destinata a pesare sempre di più sulle scelte energetiche dei prossimi decenni: come produrre energia riducendo le emissioni, garantendo sicurezza degli approvvigionamenti e sostenendo la crescita economica.