Un progetto di legge statale per contrastare l’esercizio abusivo di funzioni giurisdizionali su base religiosa. È quello depositato in Regione Veneto dal consigliere regionale veronese Stefano Valdegamberi, dopo il caso del cosiddetto “Tribunale Sciaraitico” di Padova.
L’Adige aveva dato notizia di un esposto alla Procura della Repubblica di Padova dell’avvocato Francesco Minutillo sulla Camera Arbitrale Islamica Italiana, organismo che sul proprio sito si presenta come «La vostra via alla Giustizia Islamica in Italia» e definisce il proprio organo arbitrale «Tribunale Sciaraitico».

Valdegamberi, di Futuro Nazionale come l’avvocato Minutillo, ha preso lo spunto per una proposta di legge nazionale d’iniziativa regionale perchè, afferma «in Italia può esserci libertà religiosa, ma non possono esserci ordinamenti giuridici paralleli», richiamando il regolamento dell’organismo padovano, che utilizza la denominazione “Tribunale Sciaraitico” e fa riferimento ai precetti della Shari’a, prevedendo procedure arbitrali, lodi e anche provvedimenti cautelari.
Secondo il consigliere, l’intervento legislativo dovrebbe chiarire il confine tra libertà religiosa, arbitrato privato e funzione giurisdizionale dello Stato, impedendo a organismi privati di attribuirsi competenze proprie dei tribunali italiani o di imporre decisioni fondate su precetti religiosi al di fuori dei limiti previsti dall’ordinamento.

«La questione non è l’Islam, né il diritto di professare la propria fede – sottolinea Valdegamberi – ma chi decide in Italia sui diritti dei cittadini. La risposta deve essere una sola: la Repubblica, attraverso gli organi previsti dalla Costituzione e dalle leggi».
Particolare attenzione, nella proposta, viene riservata alle situazioni che coinvolgono donne, minori e persone vulnerabili, oltre alle controversie riguardanti diritti indisponibili e libertà personali. Prevista anche una clausola di salvaguardia per i rapporti tra Stato e Santa Sede e per il regime concordatario.
«Una cosa è la fede, un’altra è la giurisdizione. La giustizia dello Stato non può essere sostituita da una giustizia religiosa parallela», conclude Valdegamberi, chiedendo al Parlamento di intervenire per garantire insieme libertà religiosa e uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge.
