(Francesca Romana Riello) Chi resta seduto in aereo per più di 4 ore può vedere aumentare fino a 3 volte il rischio di trombosi venosa. Per ricordarlo ai viaggiatori, gli specialisti della Medicina interna B di Borgo Roma, diretta dalla professoressa Simonetta Friso, hanno allestito oggi, martedì 13 ottobre, un punto informativo all’aeroporto Catullo. Pericolo spesso sottovalutato, ma alcuni semplici accorgimenti possono ridurlo, a cominciare dal muovere le gambe.
Ai viaggiatori sono stati distribuiti dépliant in 7 lingue, dall’italiano al cinese, mentre sui monitor dello scalo è stato trasmesso un video informativo. Lo scopo è spiegare come prevenire la cosiddetta trombosi del viaggiatore, senza creare allarmismi.
Perché stare seduti a lungo aumenta il rischio
Quando si rimane fermi per ore, soprattutto nello spazio ristretto di un sedile d’aereo, il sangue nelle vene delle gambe circola più lentamente e aumenta la possibilità che si formi un coagulo. La trombosi venosa profonda colpisce generalmente gli arti inferiori. Nei casi più gravi una parte del coagulo può staccarsi e raggiungere i polmoni, provocando un’embolia polmonare. Il rischio cresce con l’età, soprattutto dopo i 40 ’anni, leggermente più alto nelle donne rispetto agli uomini.
In volo conviene alzarsi e camminare appena possibile, muovere spesso caviglie e ginocchia anche restando seduti, bere acqua ed evitare alcolici e sonniferi. Meglio anche indossare abiti comodi e cambiare spesso la posizione delle gambe. A chi presenta particolari fattori di rischio il medico può consigliare l’utilizzo di calze a compressione graduata.

Martinelli: no ai farmaci senza consulenza medica
«Sconsigliamo fortemente il ricorso a farmaci anticoagulanti o antiaggreganti e soprattutto la loro autosomministrazione senza consulenza medica», avverte il professor Nicola Martinelli, coordinatore del gruppo Coagulazione e Trombosi della Medicina B. Le prove sull’efficacia di questi farmaci nella prevenzione della trombosi del viaggiatore sono limitate, spiega lo specialista, mentre gli effetti collaterali possono essere importanti. Gli anticoagulanti vengono prescritti raramente, soltanto ai viaggiatori con un rischio trombotico particolarmente elevato.
Muoversi durante il viaggio, invece, è una raccomandazione valida per tutti, anche per chi è già in terapia con anticoagulanti o antiaggreganti.
«La prevenzione rappresenta anch’essa un ambito molto significativo della nostra attività clinica», sottolinea Simonetta Friso, ricordando il lavoro dell’équipe nella diagnosi e nella cura delle malattie trombotiche, comprese quelle rare.
Il consiglio degli specialisti resta quello di non sottovalutare le ore trascorse immobili, soprattutto nei viaggi più lunghi. E di non ricorrere autonomamente ai farmaci per prevenire la trombosi: per la maggior parte dei passeggeri, ricorda Martinelli, la prima precauzione è interrompere il più possibile l’immobilità durante il volo.
