Giorgio Massignan fa il bilancio sul suo tentativo di lanciare una riflessione-denuncia sulla gestione urbanistica di Verona

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(Giorgio Massignan) Nel dicembre del 2025, ho presentato il saggio “Il cemento è servito”.
Lo scopo era quello di aprire una riflessione e una denuncia rigorosa sul modo in cui la gestione urbanistica veronese è stata condotta dal secondo dopoguerra fino a oggi.

Per questo, ho voluto analizzare l’intreccio tra decisioni politiche, interessi economici e speculazione edilizia, sostenendo che lo sviluppo della città sia stato troppo spesso guidato dalle logiche della rendita fondiaria anziché dalla tutela del bene comune, del verde e del patrimonio storico-ambientale.
Come mi aspettavo e speravo avvenisse, le recensioni e le critiche ci sono state e si sono divise e articolate su diversi aspetti del volume, alcune negative altre positive, rispettando in tal modo il valore della dialettica e del dibattito.

Inizio da quelle negative: è stato rilevato che si tratta di un saggio fortemente caratterizzato dal mio lungo impegno civico per la tutela dell’ambiente e del paesaggio e, di conseguenza, le argomentazioni vengono percepite come “unilaterali”, schierate in favore di una visione di conservazione rigorosa, condannando la troppa libertà concessa agli investitori privati da parte delle pubbliche amministrazioni.

Il cemento evitabile

Esponenti delle professioni, del settore immobiliare e amministratori passati o presenti, tendono a considerare le analisi presenti nel saggio eccessivamente penalizzanti verso la necessità di modernizzazione della città, sostenendo che gli interventi edilizi e le grandi opere abbiano anche garantito sviluppo economico, indotto e infrastrutture.
Le critiche favorevoli e le recensioni positive hanno sostenuto che il libro è un prezioso archivio di memoria storica dell’urbanistica veronese.

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Viene particolarmente apprezzata la ricostruzione delle delibere, delle varianti urbanistiche e dei passaggi chiave che hanno trasformato il volto dei quartieri.
È stato considerato positivo il modo in cui viene messo in luce il “sistema” della cementificazione, offrendo in tal modo uno strumento di critica per i cittadini e per chi desidera una pianificazione sostenibile e una rigenerazione urbana basata sul riuso anziché sul consumo di suolo.

È stato constatato che, pur essendo un saggio d’inchiesta e memoria storica, focalizzato sullo sviluppo urbano della città scaligera e trattando materie tecniche e amministrative (piani regolatori, PAT, perequazioni), il testo ha mantenuto un taglio accessibile e divulgativo.
Infine, il saggio è stato considerato un punto di riferimento fondamentale per il confronto sull’urbanistica veronese e per chiunque voglia comprendere le dinamiche del territorio e le sfide legate alla tutela dell’ambiente urbanizzato.

Lo scopo di questo saggio era proprio quello di offrire ai cittadini uno strumento per partecipare al dibattito sulla formazione della nostra città, a prescindere dai colori politici.