600 mila euro stanno per entrare nelle casse del Comune di Soave. È stata sottoscritta proprio in questi giorni la convenzione con Ministero delle infrastrutture per l’erogazione del contributo a favore del Comune di Soave.

Lo comunica Matteo Pressi, già sindaco ed ora consigliere regionale che ringrazia «il Ministro Salvini per questo segnale di attenzione al territorio di Soave. Siamo uno dei pochi comuni delle nostre dimensioni ad aver avviato un progetto di trasformazione urbana così ambizioso. Il vecchio ospedale era un problema urbanistico ma anche un problema per la sicurezza e il decoro del nostro borgo, a causa delle frequenti occupazioni. In pochi anni abbiamo trasformato la principale delle nostre criticità in una grande opportunità di miglioramento della qualità della vita dei soavesi».

La decisione è stata presa con proprio decreto direttamente dal Ministro e leader della Lega Matteo Salvini, che a fronte delle progettualità illustrate dal Comune al Ministero ha deciso di provvedere con un contributo statale straordinario.

Le somme saranno destinate dall’amministrazione comunale ai lavori di trasformazione dell’area fino all’anno scorso occupata dal dismesso ospedale cittadino. Nel 2024 l’amministrazione aveva acquistato dall’Ulss9 il compendio del nosocomio dismesso nel 2001, avviandone e concludendone la demolizione nel 2025. 

L’area, incastonata nel centro storico, della dimensione di 17.000 metri quadri, era occupata da oltre 46.000 metri cubi di strutture, delle quali oggi, dopo la demolizione, residuano unicamente gli immobili di pregio rappresentati dalla villa in stile liberty, nucleo fondativo dell’ospedale, che sarà recuperata in virtù della sua dichiarazione di bene di interesse culturale da parte della Soprintendenza.

A valle della demolizione, ora completata, il comune intende quindi realizzare sull’area un grande parco pubblico, connotato da diverse particolarità come un frutteto didattico che raccoglierà al suo interno tutte le varietà di frutta tipiche della Valtramigna, parte delle quali oggi quasi estinte, a causa della progressiva sostituzione delle diverse colture con la monocoltura, più redditizia, della vite.

Nel parco troverà spazio anche uno specchio d’acqua che avrà funzione sia ornamentale, sia di presidio della sicurezza idraulica della zona, potendo invasare una grande quantità di pioggia al suo interno in caso di bisogno, evitando che si riversi nel quartiere circostante, connotato da frequenti allagamenti in occasione delle cosiddette “bombe d’acqua”.

Ciliegina sulla torta, un anfiteatro all’aperto, al centro della grande area verde, con una capienza di circa duecento posti, che durante l’estate animerà ulteriormente la vita culturale della perla dell’est veronese, con rappresentazioni teatrali e appuntamenti musicali.

La soddisfazione di Pressi è condivisa dal sindaco Denis Adami, secondo il quale: «le somme elargite dal Ministro Salvini ci consentono di proseguire, dopo la demolizione, nel nostro progetto di recupero dell’area, nella quale realizzeremo anche diverse centinaia di posti auto così da sopperire alla carenza che, soprattutto in occasione delle manifestazioni, ci troviamo a fronteggiare”»

i primi cantieri sono previsti per il 2027, non appena concluso l’iter di approvazione del progetto di recupero dell’area, in avanzato stato di sviluppo, che coinvolgerà oltre 10 enti.