(Angelo Paratico). Di ritorno da una settimana in Olanda, vorrei descrivere l’ordine che vi regna e cercare di capirlo. La differenza con l’Italia è davvero molta: da un lato questo può essere spiegato con il fatto che la loro economia è molto ricca e il tasso di istruzione fra gli olandesi è superiore al nostro.

Niente accampamenti di sbandati
Non si vedono bande di immigrati illegali per le strade e le stazioni sono sicure. A differenza delle nostre stazioni di Porta Nuova e Porta Vescovo, non si nota disordine, eppure anche l’Olanda ha un numero elevato di immigrati irregolari.Il controllore passa sempre per vedere il biglietto ed è cortese con tutti. La differenza nella visibilità e nella gestione del fenomeno degli sbandati tra l’Italia e i Paesi Bassi non dipende da una mancanza di immigrazione, ma da fattori strutturali, economici e legislativi profondamente diversi. Mi hanno detto che la differenza di percezione è legata principalmente a vari fattori. Il modello di welfare e l’assistenza sociale. I Paesi Bassi possiedono un sistema di welfare che è stato estremamente centralizzato, digitale e viene avvertito da alcuni come troppo pervasivo. Chiunque si trovi sul suolo olandese senza fissa dimora viene rapidamente intercettato dai servizi sociali o dalle autorità locali.
Controlli senza buonismi
Esistono programmi di assistenza stringenti che offrono alloggio e percorsi di reinserimento, riducendo al minimo la presenza visibile di persone che dormono o stazionano in strada. In Italia, la gestione affidata a ONG private mostra carenze strutturali e fa sì che una fetta più ampia di persone ai margini della società rimanga visibile nelle stazioni, nei parchi e nelle aree urbane. Nei comuni olandesi vigono regolamenti locali molto rigidi chiamati APV (Algemene Plaatselijke Verordening). Ed è severamente vietato consumare alcolici in strada, mendicare in modo molesto, accamparsi o stazionare nei luoghi pubblici. La polizia locale applica queste regole in modo sistematico tramite multe immediate o l’allontanamento forzato dalle aree centrali. L’Italia e la Grecia costituiscono le principali frontiere esterne dell’Unione Europea e rappresentano il primo punto di approdo per i flussi migratori provenienti dal Mediterraneo. Questo comporta una gestione emergenziale di grandi numeri di persone in attesa di documenti o in transito. I Paesi Bassi, invece, si trovano nel cuore dell’Europa continentale. I cittadini di origine africana o caraibica presenti nel paese sono in gran parte regolari, spesso legati alla storia coloniale (es. immigrati dal Suriname o dalle ex Antille Olandesi) e giungono tramite canali altamente selettivi e rigidamente regolamentati. Chi non ha diritto di soggiornare viene inserito in centri di detenzione amministrativa in attesa di espulsione, limitando la permanenza illegale sul territorio e questo accade ormai da anni. L’economia olandese è quasi completamente digitalizzata e tracciabile, il che rende l’economia sommersa o il lavoro in nero quasi inesistenti per chi è privo di documenti. Senza un codice fiscale locale (BSN), è impossibile trovare un alloggio in affitto o un impiego.

Baruch Spinoza
In qualche modo la società moderna olandese ha recepito il messaggio di uno dei suoi figli più illustri: Baruch Spinoza (1632-1677) fu un filosofo morale e metafisico, pensatore politico e religioso, esegeta della Bibbia e appassionato lettore di Machiavelli. Nato ad Amsterdam, fu un critico rivoluzionario della società olandese del Seicento. Il suo spirito pratico lavora in sottofondo alla mentalità protestante olandese, mercantile e tollerante, ma che negli ultimi anni vuole ordine e legalità: l’omicidio del leader di estrema destra Pim Fortuyn (ucciso da un estremista di sinistra) nel 2002 e del regista Theo van Gogh due anni dopo da un islamista, hanno segnato la coscienza di quel Paese innestando un sentimento radicale nella loro politica. Spinoza intuì che l’essenza della natura umana deve essere fondata esclusivamente sulla ragione, e lo fece pagando un alto prezzo: si fece espellere dalla comunità ebraica e attaccò il protestantesimo e le altre religioni monoteiste che volevano annullare la nostra umanità.

Perché si usano le biciclette nei Paesi Bassi
Ad Amsterdam si muovono decine di migliaia di biciclette, e queste hanno sempre la precedenza sui pedoni e sulle automobili, ma la loro ragione d’essere ha una spiegazione ben precisa: non c’è abbastanza spazio per le auto e il loro peso provocherebbe nuovi sprofondamenti del terreno, mentre la leggerezza delle due ruote contiene questo fenomeno naturale. Ed è per questo motivo, pensando alla bicicletta, che gli olandesi sin da bambini vengono addestrati, come piccoli spartani, a reggere il freddo, il vento e la pioggia. La lotta alla CO2 qui non c’entra nulla e, a Verona, chi cerca d’imitare l’Olanda non deve aver ben capito come stanno le cose.
