Dopo un anno e mezzo di chiusura, la sede torna a disposizione delle penne nere. Circa 50 Alpini alla cerimonia, insieme alle autorità regionali e comunali. Il sindaco Modenese: «Un impegno portato avanti fin dal primo giorno del nostro mandato».

(Giovanni Brasioli) Dopo circa un anno e mezzo di attesa, gli Alpini di Castagnaro e Menà tornano finalmente nella loro storica baita. Una giornata di festa, emozione e partecipazione quella di domenica 18 ottobre, culminata con la riconsegna ufficiale delle chiavi della sede da parte dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Jonathan Modenese. Un momento particolarmente significativo per le penne nere del territorio, che ritrovano così un luogo di aggregazione e un punto di riferimento per le proprie attività associative.

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La cerimonia si è aperta nella chiesa parrocchiale con la Santa Messa celebrata da don Marco Zancanella, alla presenza degli Alpini con i rispettivi gagliardetti, delle autorità e di numerosi cittadini. Tra gli ospiti istituzionali, l’assessore regionale Diego Ruzza e la consigliera regionale Elisa De Berti. Durante l’omelia, il sacerdote ha richiamato il valore della solidarietà, della collaborazione e del senso di comunità, principi che da sempre caratterizzano l’impegno delle penne nere.

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Al termine della celebrazione, il corteo, accompagnato dalle note del Gruppo Bandistico Musicale di Castagnaro e con il supporto della Protezione Civile locale, ha attraversato le vie del paese fino a raggiungere la scuola primaria Cesare Battisti. Qui, alla presenza delle autorità e dei rappresentanti dei gruppi alpini della Bassa Veronese, si sono svolti gli interventi istituzionali dedicati alla restituzione della storica sede.

La giornata è poi proseguita davanti alla baita, dove il taglio del nastro tricolore e la consegna simbolica delle chiavi hanno sancito ufficialmente il ritorno degli Alpini nella loro casa. Un momento particolarmente sentito, accolto con soddisfazione dai presenti, che ha segnato la conclusione di un percorso atteso da tempo.

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A sottolineare il significato della giornata è stato il sindaco Jonathan Modenese, che ha ricordato come la restituzione della sede rappresentasse uno degli impegni assunti dall’amministrazione fin dall’inizio del mandato.

Alla cerimonia hanno partecipato anche il vicesindaco Andrea Trivellato, gli assessori comunali Elisa Franco e Silvia Giardini, l’assessore e responsabile della Vigilanza Luca Formaglio e i consiglieri comunali Alex Gambarin, Marco Lonardi e Terenzio Gambarin.

«Un impegno portato avanti fin dal primo giorno del nostro mandato, ottenuto nonostante le difficoltà incontrate. Questo risultato è l’emblema del nostro modo di lavorare: a testa bassa, nonostante gli ostacoli, dritti verso l’obiettivo», ha affermato il primo cittadino nel messaggio diffuso dal Comune in occasione della cerimonia, ringraziando gli Alpini e il gruppo bandistico per la disponibilità e la vicinanza dimostrate.

Modenese ha inoltre rivolto un pensiero alle penne nere, descrivendole come «persone che non guardano l’orologio, che non guardano i propri impegni, ma che sono sempre in prima linea quando c’è da dare una mano, senza chiedere nulla in cambio e senza fare clamore».

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La baita, da molti anni punto di riferimento per gli Alpini di Castagnaro e Menà, torna così a disposizione del gruppo dopo un lungo periodo di chiusura. Prima della restituzione sono stati effettuati alcuni interventi di sistemazione, tra cui la rimozione delle precedenti perline in legno e la tinteggiatura degli ambienti. Ulteriori lavori di completamento saranno ora curati dagli stessi Alpini, che potranno contribuire direttamente alla sistemazione della sede.

Particolarmente significativa la partecipazione delle penne nere della Bassa Veronese. Come confermato da Gian Carlo Guarato, consigliere sezionale dell’Associazione Nazionale Alpini per la zona del Basso Veronese, alla manifestazione hanno preso parte circa cinquanta Alpini, con rappresentanti di quasi tutti i gruppi del territorio, da Castagnaro fino a Gazzo Veronese.

Per il gruppo locale erano presenti il segretario Daniele De Grandi, il vice capogruppo Stefano Mantovani e Alberto Zanarotto, uno dei veterani delle penne nere di Castagnaro. Assente per motivi personali il capogruppo Angelo Trivellato.

Alla giornata hanno preso parte anche rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri, tra cui la comandante della Stazione di Castagnaro Camilla Scupola, della Protezione Civile e delle associazioni del territorio. Tra i presenti anche Lucindo Furia, rappresentante del Consorzio del Cavolo di Castagnaro, e Mirko Baratella, referente comunale del progetto “Controllo del Vicinato”, insieme a numerosi cittadini che hanno condiviso con gli Alpini questo momento di festa.

Nel corso degli interventi istituzionali è stato ribadito il valore delle penne nere come custodi della memoria storica, delle tradizioni e di uno spirito di solidarietà che continua a tradursi in attività concrete a favore della collettività. Un impegno spesso silenzioso, emerso anche durante l’emergenza sanitaria legata al Covid, quando gli Alpini hanno offerto il proprio contributo alle persone in difficoltà.

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Non è mancato un riferimento alla candidatura di Verona per ospitare l’Adunata nazionale degli Alpini del 2028. Durante la cerimonia è stato ricordato l’impegno economico e organizzativo della Regione Veneto per sostenere il progetto, la cui assegnazione definitiva è ancora attesa. La decisione, secondo quanto riferito durante gli interventi, dovrebbe arrivare nel mese di novembre.

Dopo un anno e mezzo di chiusura, per gli Alpini di Castagnaro e Menà si apre così un nuovo capitolo. La storica baita torna a essere un luogo di incontro, memoria e solidarietà, con l’auspicio di coinvolgere anche le nuove generazioni e tramandare quei valori che da sempre contraddistinguono le penne nere.