Il 5 novembre al Polo Zanotto la cerimonia. Lectio magistralis della scienziata Francesca Dominici sul rapporto tra ricerca scientifica e decisioni pubbliche
Dare alle nuove generazioni gli strumenti per costruire il proprio futuro, rafforzando il legame tra università, istituzioni e sistema produttivo. È questo il messaggio al centro di «Cambiando verso», titolo scelto dall’Università di Verona per l’inaugurazione del 44° anno accademico 2026/2027, in programma giovedì 5 novembre alle 15 nell’aula magna del Polo Zanotto.
Il tema richiama la necessità di trasformare gli obiettivi in azioni concrete, creando opportunità per giovani, ricercatrici e ricercatori affinché possano sviluppare le proprie competenze e contribuire alla crescita del territorio. Una sfida che coinvolge l’ateneo, chiamato a svolgere un ruolo centrale nella formazione e nella produzione di conoscenza, ma che richiede anche una responsabilità condivisa da parte delle istituzioni e del mondo economico.

Ad aprire la cerimonia sarà la rettrice Chiara Leardini, seguita dagli interventi istituzionali del sindaco di Verona Damiano Tommasi e del presidente della Regione Veneto Alberto Stefani. Prenderanno poi la parola Irene Lupi, presidente del Consiglio studentesco, e Alberto M. Arena Agostino, in rappresentanza del personale tecnico e amministrativo.
Uno dei momenti principali sarà la lectio magistralis di Francesca Dominici, docente di Biostatistica alla Harvard T.H. Chan School of Public Health e direttrice della Harvard Data Science Initiative. Tra le esperte di riferimento nell’applicazione della statistica, dell’analisi dei dati e dell’intelligenza artificiale alla salute pubblica, Dominici ha condotto ricerche che hanno contribuito a documentare gli effetti dell’inquinamento atmosferico sulla salute, fornendo elementi utili anche per orientare le politiche ambientali.
La sua lezione, intitolata «Conoscere per decidere. Dall’evidenza scientifica alle decisioni che generano impatto», approfondirà il modo in cui i risultati della ricerca possono tradursi in scelte pubbliche efficaci. Al centro dell’intervento ci saranno la distinzione tra correlazione e causalità, il valore delle evidenze scientifiche nei processi decisionali e le ricadute ambientali degli investimenti tecnologici, con particolare attenzione ai consumi energetici, alle emissioni e all’utilizzo delle risorse idriche.
Spazio anche alla ricerca umanistica con Cecilia Sideri, ricercatrice del dipartimento di Culture e civiltà dell’ateneo, che presenterà il progetto «Annotare e ricercare: i notabilia come strumento di organizzazione della conoscenza nel progetto MapNot».
L’iniziativa studia più di 3.000 manoscritti e antichi libri a stampa per comprendere come le annotazioni ai margini dei testi siano state utilizzate nel tempo per selezionare informazioni, orientarsi nella lettura e costruire indici analitici. Finanziato dal ministero dell’Università e della ricerca attraverso il Fondo italiano per la Scienza, con 1,3 milioni di euro per tre anni, il progetto integra filologia, paleografia e bibliologia e coinvolge sette giovani ricercatrici e ricercatori.
L’analisi di queste pratiche del passato offre inoltre spunti per comprendere le modalità con cui le informazioni vengono organizzate e reperite, un tema particolarmente attuale nell’epoca dei motori di ricerca e dell’intelligenza artificiale.
A chiudere l’appuntamento saranno la relazione inaugurale della rettrice Leardini e la dichiarazione ufficiale di apertura del nuovo anno accademico. La cerimonia terminerà con l’esecuzione del Gaudeamus igitur da parte del coro dell’Università di Verona e con il tradizionale brindisi conclusivo.
