(Angelo Paratico) Si parla tanto di Richard Sorge, di Garbo e di Cicero, come di grandi spie, ma credo non esistano dubbi sul fatto che il più grande di tutti fu Wilhelm Canaris.

Il libro di Richard Bassett La spia tedesca alleata di Pio XII ricostruisce la complessa vicenda di Wilhelm Canaris, capo dell’Abwehr nazista, e della sua influenza nel determinare il corso dell’ultimo conflitto mondiale.

Wilhelm Canaris 1

Nel febbraio del 1937 Winston Churchill stava pranzando a casa dell’amico Leo Amery. A tavola sedeva anche il conte Richard Coudenhove-Kalergi, figlio d’un diplomatico austriaco e d’una nobildonna giapponese. Oggi lo si ricorda soprattutto per il famigerato e inesistente “piano Kalergi”. Accendono i sigari, e Churchill comincia a parlare a ruota libera di politica internazionale, descrivendo i progressi che stanno compiendo con l’ambasciatore sovietico Maisky.

D’un tratto, Coudenhove-Kalergi gli chiede a bruciapelo: «Lei sa che Hitler e Stalin stanno per concludere un accordo?». Churchill lo fissa incredulo: «Impossibile. Vedo Maisky ogni settimana, lo avrei saputo. Chi ve lo ha detto?». «Una mia fonte in Vaticano». Churchill rimane in silenzio, fissando il fumo, poi aggiunge: «In Vaticano? Allora è vero». Ma chi aveva dato la notizia alla Santa Sede? La fonte era Wilhelm Canaris, il capo dell’Abwehr, il servizio di controspionaggio tedesco.

Dopo aver letto le poche biografie dedicate a Canaris non si può non convenire sul fatto che la Spagna e la Svizzera dovrebbero erigergli delle statue, perché fu grazie a lui che devono la propria salvezza durante la Seconda guerra mondiale. Fornì a Franco informazioni riservate che lo convinsero a restare neutrale.

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Scherl: Der südafrikanische Vertreidigungs- und Sicherheitsminister Pirow verliess gestern abend Berlin. UBz: ihn beim Abschreiten der Front der Ehrenkompanie der Luftwaffe vor dem Anhalter Bahnhof; rechts von ihm Admiral Canaris, der in Vertretung für Generaloberst Keitel erschienen war und links der Kommandant von Berlin Generalleutnant Seifert. Fot. Wag 27.11.1938

Canaris partecipò a tutti i complotti contro Hitler. Il primo grande complotto fu organizzato prima che Neville Chamberlain volasse a Monaco, mandando a monte ogni tentativo dello stato maggiore tedesco di deporlo e poi, dopo una visita da parte di un medico psichiatra, l’avrebbero internato in un manicomio.

Chamberlain s’umiliò al punto di prendere un aereo e volare da Hitler, senza un programma, senza un interprete, senza una seria minaccia di ritorsione e dunque mostrò ai congiurati che sarebbe mancato il loro supporto al colpo di mano. Anche il banchiere tedesco Schacht e la gran parte dello stato maggiore tedesco ne furono sorpresi.

Chi fu Canaris?

Canaris era nato vicino a Dortmund il 1° gennaio 1887. Il suo nome cominciò a girare al tempo della battaglia dello Jutland del dicembre 1914, dove la flotta inglese venne distrutta da quella tedesca comandata da Von Spee, e quando sei settimane dopo gli inglesi ebbero la loro vendetta, vicino alle Falklands, con una sola nave germanica che riuscì a sfuggire: era l’incrociatore leggero Dresden, sulla quale come ufficiale c’era Canaris.

La caccia a quella nave durò tre mesi, e fece saltare i nervi a più d’uno presso l’ammiragliato inglese. Fu in quell’occasione che emersero le sue doti d’arguzia, di freddezza e d’improvvisazione. Alla fine, il Dresden si autoaffondò davanti alle coste cilene, e, dato che Canaris parlava perfettamente la lingua spagnola, riuscì a fuggire traversando le Ande a piedi. Tornato in Germania, venne reclutato nel servizio segreto tedesco diretto dal colonnello Nicolai e mandato in Spagna, dove ottenne dei notevoli successi. Nel 1917 fu costretto a fuggire da Madrid, ed ebbe il comando di un sottomarino nel Mediterraneo, l’U-34 che affondò diciotto navi inglesi.

 Il futuro ammiraglio si commosse quando nel settembre 1943 Cesare Amè, il capo del Sim, gli fece dono di una ricerca fatta sulla sua famiglia, in cui si dimostrava che i suoi antenati erano friulani, emigrati in Germania nel diciassettesimo secolo. Questo gli fece capire che il suo amore per l’Italia aveva qualcosa legato ai cromosomi. Ma questo è un fatto che i greci contestano, credendolo uno dei loro.

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La fine della Prima guerra mondiale lo vide a Kiel, dove le rivolte comuniste e il tentativo di colpo di Stato da parte degli spartachisti provocarono la disintegrazione del suo vecchio mondo. Questo fatto lo turbò profondamente, e può spiegare la sua iniziale adesione al nazismo, visto in funzione anticomunista.

Ma già dai tempi dell’Anschluss dell’Austria, Canaris, come molti altri ufficiali del comando tedesco, si era reso conto che Hitler poteva essere assai pericoloso. Infatti, Mussolini fu l’unico capo di Stato europeo che cercò seriamente di intervenire per fermare l’ascesa di Hitler ma alla fine fu costretto a cedere.

Dopo l’attacco alla Polonia assieme all’Unione Sovietica, Canaris capì che quella era la fine per la Germania: andò in ispezione al fronte e ne tornò moralmente a pezzi: vide orrori inenarrabili commessi contro i polacchi.

Spia a tempo pieno

Canaris confidò al generale Patzig: «Non posso dimettermi, perché al mio posto metteranno Heydrich». Reinhard Heydrich, il capo della Sd, già lo sospettava di tradimento e stava raccogliendo le prove per denunciarlo. Questo forse spiega perché i servizi segreti inglesi organizzarono il suo assassinio il 27 maggio 1942 a Praga, pur essendo stati avvisati che i nazisti avrebbero scatenato una tremenda rappresaglia, ma giudicarono di non potersi permettere che il loro informatore più importante venisse liquidato.

Le efferatezze tedesche in Polonia non disturbarono affatto Stalin e Molotov, che vollero discutere con i tedeschi di futuri attacchi comuni, alla Turchia e nei Balcani, ma Hitler come sappiamo aveva altri programmi.

La sponda per Canaris fu Eugenio Pacelli: Pio XII che fu un grande papa del quale molto si è malignato per non aver preso una netta posizione contro l’Olocausto ebraico, ma egli sapeva che i cattolici tedeschi, e soprattutto i gesuiti, avrebbero pagato con il sangue le sue parole. Durante il suo discorso natalizio del 1942 fece solo un velato riferimento alle persecuzioni ebraiche, ma questo bastò per far infuriare Hitler, che giurò di fargliela pagare. Infatti, nel settembre 1943 i tedeschi si prepararono a rapirlo e deportarlo in Germania. Questo però non gli impedì di intervenire personalmente per salvare 7mila degli ebrei di Roma, su una popolazione totale di 8mila, nel settembre del 1943.

Duemila soldati delle SS, comandate da Karl Wolff presidiarono tutte le uscite dal Vaticano ma poi andarono via. A salvarlo fu proprio l’opera di persuasione di Canaris, che riuscì a convincere la dirigenza nazista che il Papa lasciato a Roma poteva tornare utile per eventuali future trattative di pace.

Scrive Richard Bassett nel suo libro: «Certi documenti negli archivi vaticani mostrano che il papa, dopo un colpo di Stato, avrebbe accettato di far da mediatore e mandare un suo rappresentante a Berlino; un atto che avrebbe mostrato al mondo che l’unica soluzione era di terminare rapidamente quella guerra e fermare il massacro”.

Molte informazioni seguirono il canale vaticano nel corso della guerra, sebbene a partire dal 1939 i tedeschi fossero riusciti a decrittare i codici usati dalla segreteria vaticana. Per esempio, questo telegramma mandato dalla Santa Sede al ministero degli esteri del Belgio finì sulla scrivania di Hitler: «1° maggio 1940. Un ufficiale tedesco (certamente Canaris) in visita a Roma riferisce che l’invasione del Belgio e dell’Olanda comincerà con certezza il 10 maggio o subito dopo».

Ma belgi e olandesi ignorarono l’avvertimento. In Inghilterra molti pensarono di gettare la spugna dopo il crollo della Francia. Ma Churchill non si piegò, ordinando la distruzione della flotta francese e allo stesso tempo decise con grande freddezza di lasciare sguarnite le coste, come se il pericolo d’invasione non esistesse. Oggi sappiamo che solo una dozzina di generali vicini a Hitler sapevano che quell’operazione era stata rimandata. Churchill dopo la guerra ammise di aver avuto quest’informazione tramite il Vaticano da Canaris.

Canaris fu licenziato da Hitler nel febbraio 1944. Più avanti fu incarcerato nel campo di Flossenbürg e impiccato con lento strangolamento il 9 aprile 1945. La prima volta gli tolsero il cappio e dopo pochi minuti lo riappesero. Questa crudeltà venne richiesta da Hitler, al quale due giorni prima avevano mostrato i cinque volumi dei diari segreti di Canaris, purtroppo andati perduti, che documentavano tutti i suoi tentativi per evitare la guerra, e poi di terminarla a ogni costo rimuovendo il Fuhrer e facendo intervenire il papa come mediatore.