Beatrice Verzè, 29 anni, presidente di Traguardi e capogruppo in Consiglio comunale a Verona nella maggioranza Tommasi, si candiderà alle prossime elezioni regionali nella lista del candidato presidente della sinistra Giovanni Manildo, già sindaco di Treviso.

Una candidatura per “portare la voce di una generazione che non ha spazio in politica e nelle politiche regionali. La Regione ha una possibilità enorme di incidere sulle vite delle persone, e dei giovani nello specifico, parlo di trasporti, casa, welfare. Eppure- spiega Verzé-, lo fa in maniera assolutamente inefficace e del tutto insufficiente. La mia candidatura vuole rappresentare e portare una voce nuova, civica, concreta perché se si parla di giovani veniamo chiamati in causa solo quando facciamo comodo, ma per noi i costi di affitti e delle case sono insostenibili e i servizi inadeguati, quando ci sono”.

Traguardi punta a Venezia

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la lista civica Traguardi

E fa già l’elenco delle cose che non vanno e che lei vuole migliorare. Come i trasporti, visto che il Veneto è la Regione che meno cofinanzia il trasporto pubblico locale. “Questo significa – chiarisce – che chi vive fuori dai grandi centri urbani è fortemente penalizzato. Famiglie, studentesse, studenti, lavoratori devono fare i salti mortali per spostarsi. Altro che ‘regione modello’, in Veneto il diritto alla mobilità è di fatto negato”.

E poi cita il problema casa “Lo viviamo, ogni giorno sulla nostra pelle. Serve un piano abitativo che tuteli le fasce più vulnerabili, sempre più numerose, e che ampli l’offerta attraverso un dialogo tra pubblico e privato. La casa non è un privilegio, è un diritto”.

E tocca il tema molto divisivo della famiglia, che secondo Beatrice Verzè è  da trattare al plurale, visto che secondo lei “Le famiglie oggi sono tante e diverse, monoparentali, omogenitoriali, famiglie con persone con disabilità, con figli piccoli o anziani da accudire. Dobbiamo costruire politiche che abbraccino questa complessità e la sostenga. Penso a un welfare di prossimità, al potenziamento dei servizi educativi e sociali, su tutti gli asili nido, a un sostegno economico strutturale per l’affitto o il mutuo e per chi si prende cura di familiari”.

E conclude così il suo progetto politico: “Vogliamo costruire un territorio dove restare non sia una scelta di ripiego ma desiderata, dove anche con uno stipendio normale si possa trovare una casa. Vogliamo costruire una regione in cui la parità di genere sia effettiva e reale, utilizzando anche strumenti che ci permettano di capire l’impatto delle nostre politiche sulle donne”.