(il direttore Giovanni Perez) E’ con sincero spirito di servizio che ho accettato di assumere il ruolo di Direttore responsabile de L’Adige, succedendo a Stefano Tenedini, che ringrazio personalmente per il suo impegno fino a ieri profuso, che non andrà dimenticato, ma, anzi, preso a modello e viatico da parte di chi scrive.
Raccontare Verona è stato da sempre l’obiettivo di questa testata, per nulla messo in crisi dalle profonde trasformazioni che hanno riguardato il mondo dell’informazione e che sempre di più lo riguarderanno, quando bisognerà fare i conti con l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale, le cui conseguenze, a cominciare da quelle genericamente culturali, non sono ancora del tutto evidenti al mondo dei lettori e di cui da tutte le parti si reclama, non tanto un’impossibile limitazione, ma l’assunzione di adeguate strategie per renderne possibile un suo più razionale governo.

Mi sia consentito solo questo auspicio: vorrei che L’Adige mai dimenticasse che attendono di essere raccontati, non solo gli aspetti critici e bui della nostra città, ma anche quelli e, forse, soprattutto quelli, che la rendono una delle città più seducenti del mondo. Vorrei che si raccontassero le cose che succedono attorno a noi, che compongono il nostro quotidiano, senza toni e intenti moralistici, provocando tra i lettori quei commenti che si ascoltavano una volta tra i capannelli che animavano la Brà, che è per me è la metafora di una città che ascolta, si entusiasma, si emoziona, decide. Anche la città ci parla, basta saperla ascoltare.
Raccontare ‘la città che sale’
Certo, non bisogna farsi troppo prendere dalla tentazione di raccontare la città che non c’è, utopie architettate dalle fantasiose ideologie, ma, invece, quella che palpita tutti i giorni sotto i nostri occhi, che corre, che urla, che si alza e sale verso l’alto, come avrebbe detto quell’Umberto Boccioni che, proprio alle porte di Verona, andò incontro alla sua fine terrena. Raccontare Verona, la “città che sale”, appunto, proseguendo una linea che già altri prima e meglio di me, hanno tracciata.
