FdI giustifica l’allineamento del governo. La Lega dissente
Per capire come sono andate realmente le cose e come stanno bisogna sapere che è stata l’Italia a permettere l’approvazione dell’accordo Mercosur a livello europeo. Per l’approvazione era necessario che il numero dei paesi europei favorevoli corrispondesse ad almeno il 65% della popolazione dei 27 membri dell’Ue. Votando a favore la Meloni ha spiazzato i paesi del fronte del no, Francia compresa. Così il 17 gennaio la von der Leyen andrà in Paraguay a firmare il trattato che entrerà in vigore a meno che il Parlamento Europeo poi non lo ratifichi. Ma questo è tutto da vedere.
Macron, che ha pesanti problemi di consenso interno, ha votato contro perché sapeva che il governo italiano avrebbe votato a favore e così ha evitato di far imbufalire gli agricoltori francesi che quando s’arrabbiano non scherzano.

Mercosur. La deputata di FdI Alessia Ambrosi, veronese eletta in Trentino, tende a rassicurare.
“L’accordo Mercosur non è ancora in vigore, non è stato ratificato e non esiste ad oggi alcun via libera definitivo da parte dell’Italia. Il percorso europeo prevede ancora passaggi decisivi: il Consiglio, il Parlamento europeo e, se confermato come accordo misto, anche i Parlamenti nazionali.
La spinta a chiudere l’accordo arriva principalmente dalla Commissione europea, che risponde a interessi industriali e geopolitici di alcuni grandi Paesi e gruppi multinazionali. Proprio per questo il Governo Meloni ha scelto di non subire, ma di condizionare il negoziato, ponendo paletti chiari su reciprocità, controlli, tracciabilità e tutela delle produzioni sensibili”.
E comunica l’intenzione di chiedere l’audizione in Commissione Politiche dell’Unione Europea, delle associazioni rappresentative del settore agricolo per “valutare attentamente l’impatto delle ipotesi di accordo in discussione e l’eventuale necessità di ulteriori garanzie a tutela del comparto agricolo”.
Ambrosi dice di capire le “preoccupazioni e anche la rabbia di molti agricoltori, perché per troppo tempo l’Europa ha chiesto sacrifici senza offrire garanzie adeguate” e “continuerò a sostenere una linea chiara: difesa dell’interesse nazionale, tutela dell’agricoltura italiana, trasparenza verso i cittadini e fermezza nei confronti di Bruxelles, sostenendo il Governo Meloni che ha dimostrato, con i fatti, di saper difendere l’Italia in Europa.”

Diversa la posizione di Valdegamberi, nettamente contrario al Mercosur
Altro che Mercosur! «Dobbiamo riaprire i mercati con la Russia- dichiara Valdegamberi consigliere regionale veronese della Lega.- Le sanzioni hanno prodotto danni enormi al comparto agricolo europeo e italiano, senza offrire reali benefici ai nostri produttori».
«Da anni abbiamo chiuso o fortemente ridotto sbocchi fondamentali per l’export agricolo europeo, mentre oggi l’Unione Europea si prepara ad aprire il proprio mercato a prodotti provenienti dal Mercosur, realizzati con regole ambientali, sanitarie e sociali molto più deboli rispetto a quelle imposte ai nostri agricoltori. È una contraddizione inaccettabile».
«Il principio dovrebbe essere semplice e chiaro: mercato uguale a regole uguali. Invece stiamo facendo l’esatto contrario: imponiamo vincoli sempre più stringenti ai produttori europei e apriamo le porte a importazioni che non rispettano gli stessi standard».Inoltre, osserva, «l’accordo UE–Mercosur favorirebbe colossi agricoli sudamericani, con aziende di oltre 100 mila ettari, a scapito delle nostre imprese familiari. Esporrebbe i consumatori europei a prodotti ottenuti con pesticidi vietati in Europa, ormoni e antibiotici non adeguatamente controllati».
« L’Europa – conclude Valdegamberi- deve cambiare rotta: riaprire i mercati dove esisteva domanda per i nostri prodotti, come quello russo, e garantire che ogni apertura commerciale avvenga nel rispetto del principio fondamentale di equità: stesse regole, stesso mercato».
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