All’ULSS 9 parte un nuovo servizio di dermopigmentazione per il recupero dell’immagine e dell’autostima dopo la mastectomia

Un piccolo gesto tecnico, un grande passo umano. All’Ospedale “Fracastoro” di San Bonifacio è stato eseguito il primo areola tattoo all’interno dell’Azienda ULSS 9 Scaligera, introducendo una nuova possibilità di cura e di rinascita per le donne operate al seno.

La tecnica, già diffusa in alcuni centri italiani di riferimento, consiste in una dermopigmentazione avanzata che riproduce in modo permanente e realistico il complesso areola-capezzolo, restituendo un aspetto naturale al seno dopo la mastectomia o interventi ricostruttivi. Oltre all’effetto estetico, il trattamento ha un profondo valore psicologico, contribuendo a rafforzare l’autostima e la percezione di sé delle pazienti.

Il primo tatuaggio è stato realizzato nei giorni scorsi dal team dell’Unità Operativa Semplice Dipartimentale di Chirurgia Senologica, che ha seguito uno specifico percorso formativo per l’esecuzione della tecnica. Il tatuaggio viene effettuato in ambulatorio, senza necessità di anestesia, con materiali certificati e sicuri. Ogni seduta dura circa un’ora e, dopo 30-40 giorni, è previsto un ritocco per stabilizzare il colore, che tende inizialmente a schiarire. Il risultato finale è quello di un’areola tridimensionale, simile per forma e tonalità a quella naturale o al lato controlaterale.

Con l’introduzione di questo servizio, l’ULSS 9 si colloca tra le prime realtà sanitarie del territorio veronese a garantire un percorso di cura completo, che unisce la qualità clinica all’attenzione per il benessere psicologico delle pazienti. Nel corso del 2025, l’Unità di Chirurgia Senologica di San Bonifacio ha effettuato circa 300 interventi, di cui 216 per prima neoplasia e 40 di ricostruzione secondaria. Ogni anno, circa 30 donne potrebbero beneficiare dell’areola tattoo dopo l’asportazione del complesso areola-capezzolo.

“Un percorso che restituisce femminilità e fiducia”

«L’intervento chirurgico rappresenta una tappa fondamentale nel percorso di cura delle pazienti con neoplasia mammaria – spiega la dottoressa Chiara Benassuti, responsabile della Chirurgia Senologica del “Fracastoro”. – Dopo la fase della malattia, emerge il legittimo desiderio di ritrovare la propria femminilità e integrità fisica. Con grande soddisfazione, siamo tra i primi ospedali del territorio a offrire questa possibilità».

La dottoressa sottolinea come questo traguardo rappresenti un ulteriore passo nel modello di cura integrata portato avanti dalla Breast Unit dell’ULSS 9: «Curare la malattia e prendersi cura della paziente sono due aspetti imprescindibili. Ringrazio il dottor Andrea Favaro, la dottoressa Enrica Verzola e tutto il personale sanitario che ogni giorno lavora con dedizione e professionalità per offrire un servizio sempre migliore».

Il trattamento di tatuaggio per le donne che hanno avuto una neoplasia mammaria è interamente coperto dal Servizio Sanitario Nazionale, a conferma della sua importanza non solo estetica, ma terapeutica e psicologica.