La cerimonia nel segno della pace
(di Francesca Romana Riello). Una Verona di Pace si è riconosciuta, nel tardo pomeriggio, tra Corso Cavour e piazza Bra, nel gesto condiviso dell’accensione della torcia per la Tregua Olimpica. A portarla insieme sono stati il palestinese Aziz Abu Sarah e l’israeliano Maoz Inon: due storie diverse, unite da una scelta precisa, quella di camminare fianco a fianco per dare forma a un messaggio che va oltre le parole.
Una grande festa ha accompagnato l’intera città lungo il percorso della Fiamma Olimpica. Oltre quaranta tedofori si sono alternati nelle varie tappe cittadine, tra applausi spontanei, famiglie assiepate lungo le transenne e uno sguardo collettivo che, per qualche ora, si è spostato dal quotidiano a qualcosa di più alto.

Una Verona di Pace
Nel corso del pomeriggio si è compiuto anche a Verona uno dei passaggi più intensi del cammino olimpico: l’arrivo della Fiamma e l’accensione del braciere in una piazza Bra gremita, con l’Arena di Verona a fare da scenografia naturale. A chiudere la cerimonia, la consegna della lanterna al sindaco Damiano Tommasi, che custodirà la Fiamma a Palazzo Barbieri fino alla conclusione dei Giochi, il 22 febbraio.
La City Celebration ha preso il via alle 17, accanto all’Arena, con l’inno della Fiamma Olimpica. Alle 17.30 il racconto del viaggio della torcia, delle sue origini e del valore simbolico che porta con sé è stato accompagnato da immagini e suggestioni storiche, prima di lasciare spazio alle performance della street band funk e latin jazz itinerante “Wind & Brass Brothers”, che ha dato ritmo e respiro a un pomeriggio carico di significati.

La Fiamma come messaggio
«È un’emozione davvero straordinaria, ha sottolineato il sindaco Damiano Tommasi. Da questa sera la Fiamma Olimpica è con noi e resterà in città fino alla chiusura dei Giochi. Siamo nel pieno del clima olimpico e la festa sta prevalendo su qualsiasi altro tema». Poi il passaggio più sentito: «Aziz Abu Sarah e Maoz Inon hanno dato un messaggio fortissimo di pace. Vederli portare insieme la Fiamma è stato davvero significativo». Un ringraziamento è andato anche alla diocesi e alla Fondazione Toniolo, che hanno contribuito alla loro presenza a Verona. «Ci auguriamo, ha concluso, che la Fiamma possa diventare simbolo concreto di una Tregua Olimpica capace di fermare tutte le guerre, anche quelle che toccano da vicino l’Europa».
Nel corso della City Celebration, nello spazio dedicato al Comune di Verona, si è tenuta anche la premiazione del progetto Olimpiadi promosso dall’amministrazione comunale all’interno del gruppo “Verona Olimpica”, con l’obiettivo di diffondere i valori sportivi, olimpici e paralimpici legati a Milano Cortina 2026. Le opere vincitrici, realizzate da studenti di diversi istituti della provincia, sono ora visibili a Casa Verona.
La serata è proseguita con la performance del veronese Corodoro, affiancato da una rappresentanza del Coro Tab, sulle note del brano inedito Milano Cortina – il sogno è qui. In attesa dell’arrivo della Fiamma, il palco ha ospitato anche i momenti curati dagli sponsor ENI e Coca-Cola.

Alle 20, quando la folla era ormai compatta, la Fiamma Olimpica è arrivata in piazza Bra portata da Sara Simeoni, ultima tedofora. E in quel momento Verona ha restituito un’immagine nitida di sé: una città che, almeno per una sera, ha scelto di riconoscersi in un gesto condiviso e in un’idea semplice e necessaria di pace.

