Il giornale britannico offre uno spunto per uscire dalla marginalità

L’autorevole testata inglese The Times invita a guardare oltre Venezia per scoprire le molte anime della regione, con particolare attenzione proprio al territorio veronese. Finalmente all’estero si comincia a capire che il Veneto non è semplicemente l’entroterra di Venezia.

Il Veneto non è ‘The Land of Venice’

A noi veronesi dà ancora fastidio lo slogan inventato dall’amministrazione regionale sotto la presidenza Zaia che definiva la nostra regione “The Land of Venice”.

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Con tutto il rispetto ed anche l’ammirazione per quello che ha rappresentato nella storia la Serenissima, il Veneto è molto di più. E lo sanno bene gli storici che lo portano come esempio di regione multipolare, multicentrica, dove l’appendice, semmai, è Venezia, e non il contrario, non foss’altro per le proporzioni territoriali e demografiche.

Una visione che parte dal turismo. Ma è solo un inizio

E Verona, che è la provincia più lontana da Venezia, non solo in termini di chilometri, con caratteristiche assolutamente diverse in termini di storia e di cultura, dall’architettura alla struttura urbanistica, dalla parlata alla gastronomia, è la città che The Times mette in evidenza come alternativa a Venezia. Ovviamente dal punto di vista turistico, perché alla redazione londinese i problemi politici e amministrativi della regione non interessano. 

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L’attenzione della stampa britannica al Veneto è certamente data dalle Olimpiadi Milano-Cortina. Ma ben venga per una rilettura, non solo turistica della regione. Certo il turismo pesa, visto che il Veneto è la prima d’Italia per incoming.
Ma si può cominciare da qui per rivedere tante cose, come L’Adige sostiene da tempo a proposito della necessità di un riequilibrio fra le aree territoriali Venete.


Come a livello turistico non c’è solo la stupenda città lagunare, ma anche le altre città d’arte, le Dolomiti, il lago di Garda e le colline della Valpolicella, del Soave e del Prosecco, così a livello geopolitico ed economico esistono realtà, come le province di Verona e di Vicenza, almeno altrettanto, se non di più, del triangolo Padova-Venezia-Treviso.

La soddisfazione di Artelio, presidente della Destination Verona & Garda Foundation

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Ed è giusta la soddisfazione che esprime Paolo Artelio, presidente della Destination Verona & Garda Foundation per quanto scritto dal Times “perché rappresenta un riconoscimento autorevole al valore e alla complessità del nostro territorio. Verona, la Valpolicella e il Lago di Garda vengono raccontati per ciò che sono oggi: una destinazione capace di offrire esperienze diverse, autentiche e di qualità, andando oltre i luoghi più conosciuti.

Questo sguardo internazionale riconosce e conferma la validità del lavoro portato avanti da Destination Verona & Garda Foundation insieme ai Comuni soci e agli operatori: un impegno costante nel costruire un racconto coerente, nel valorizzare l’identità dei luoghi e nel promuovere un turismo equilibrato e sostenibile. È un risultato che ci incoraggia a proseguire su questa strada, con una visione condivisa e di lungo periodo”. 

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Il turismo è una delle voci più importanti dell’economia veronese e veneta. E ben venga se la revisione dell’immagine della nostra regione parte da questo importantissimo settore. Ma dev’essere l’inizio di un processo generale che vada ad investire tutti gli aspetti della vita della nostra regione. Verona ne ha assoluta necessità per uscire dalla marginalità cui è stata relegata.