La spesa sanitaria continua ad aumentare. I dati sono del 2024, perché l’elaborazione necessita di tempo. Ma sono significativi perché mostrano che a crescere di più è quella a carico dei cittadini. Il meccanismo lo conosciamo tutti. Hai un problema di salute. Ti serve sapere che cos’è, se è grave e da che cosa è provocato. Ti serve insomma una diagnosi, una prognosi ed una terapia. Il Servizio Sanitario per darti questo risposte ci mette troppo a causa della lunghezza delle liste d’attesa.

Allora, chi ha le possibilità, per accelerare i tempi s’arrangia rivolgendosi alla sanità privata, pagando visite, esami ed anche le eventuali prestazioni di tasca propria. Questo fenomeno sempre più diffuso viene definito, ovviamente con terminologia inglese, spesa out-ok-poket, ovvero fuori dalla tasca, abbreviato OOP.

Quindi se nel 2024 la spesa sanitaria pubblica ha raggiunto i 139,4 miliardi di euro, segnando un incremento del 4,9% rispetto al 2023, a questa si aggiungono 46,4 miliardi di spesa “out of pocket”, ovvero a carico diretto delle famiglie, in crescita del 7,7% su base annua. Ad incidere sulla spesa OOP c’è un 27% per le cure dentistiche che, come noto, sono scoperte dal SSN.

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Spesa sempre maggiore in un’Italia sempre più vecchia

Nel complesso, il sistema sanitario italiano è arrivato a sfiorare quota 186 miliardi di euro.

E’ la sanità che costa sempre di più per 2 ragioni fondamentali: l’aumentata richiesta di prestazioni conseguenza di una società più vecchia e l’utilizzo di strumentazioni sempre più sofisticate e di procedure più efficienti ed efficaci.

Questi dati, se raffrontati con la volontà politica anche del governo attuale di mantenere inalterato l’attuale sistema universalista, senza alcuna correzione, sono preoccupanti in quanto lo rendono universale solo di facciata, se poi una consistente aliquota di utenti aventi diritto sono costretti a curarsi pagando di tasca propria. Un danno e una beffa, perché anche questi cittadini pagano le tasse per fruire dell’assistenza sanitaria gratuita.

Il sistema, al netto delle sue disfunzioni, dalla dichiarata carenza di personale e alla cronica impossibilità, pure questa dichiarata, di aumentare le risorse alla sanità in maniera consistente, parandole ai livelli dei principali partner europei, è si traduce così in un’ipocrita dichiarazione d’intenti che poi non si realizza.