Tumore al pancreas, Verona supera tutti: è prima in Italia per interventi e sopravvivenza

Primato Nazionale, Verona è il primo centro in Italia per la chirurgia del tumore al pancreas: 1 paziente su 3 sceglie di curarsi all’ospedale di Borgo Roma. C’è un’eccellenza che parla veronese nella sfida a una delle neoplasie più aggressive e difficili da trattare: il tumore al pancreas. Secondo gli ultimi dati Agenas del Programma Nazionale Esiti, l’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata (AOUI) di Verona ha conquistato il gradino più alto del podio in Italia, superando storici centri di riferimento internazionali.

I numeri del record

L’Unità Operativa Complessa di Chirurgia del Pancreas di Borgo Roma, guidata dal prof. Roberto Salvia, ha registrato il numero più alto di interventi a livello nazionale: 457 operazioni in un anno. Per dare un’idea della portata del dato, il San Raffaele di Milano, secondo in classifica, si è fermato a 243 interventi. Verona non è prima solo per volume di attività, ma anche per l’efficacia delle cure: l’AOUI detiene infatti il primato nazionale per la sopravvivenza a 90 giorni dal delicato intervento chirurgico.

Questa eccellenza ha generato un fenomeno di mobilità sanitaria imponente: il 75% dei pazienti assistiti a Borgo Roma arriva da fuori regione, attratto da quello che gli addetti ai lavori definiscono ormai il “Modello Verona”.

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San Raffaele Milano

Oltre la chirurgia: la rivoluzione della “medicina sartoriale”

Ma la forza del polo veronese non risiede solo nel bisturi. La nuova frontiera è l’oncologia di precisione, diretta dal prof. Michele Milella. Attraverso il GIOP (Gruppo Interdisciplinare Oncologia di Precisione), attivo dall’ottobre 2024, i medici sono in grado di effettuare la profilazione molecolare del singolo paziente. Si tratta di mappare le alterazioni genetiche della malattia per colpire specifici geni o proteine delle cellule tumorali con terapie “sartoriali”.

I risultati del 2025 confermano l’efficacia di questo approccio: su 238 pazienti trattati, per uno su cinque è stata individuata una strategia terapeutica mirata superiore ai trattamenti standard. Nella metà dei casi esaminati, sono stati raggiunti benefici concreti nel controllo della malattia a lungo termine.

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Michele Milella

Ricerca e trasparenza: l’appello dei medici

Nonostante i successi, l’istituzione veronese mantiene un approccio di estrema onestà intellettuale verso i pazienti. “Dobbiamo evitare di creare false illusioni,” avverte il prof. Salvia. “Alcuni risultati scientifici sono promettenti ma non ancora applicabili all’uomo. La vera opportunità oggi è l’arruolamento negli studi clinici”.

Attualmente a Verona sono attivi oltre 50 studi clinici che coprono quasi tutte le patologie oncologiche, inclusi i tumori rari e quelli pancreatici per i quali non esistono ancora percorsi codificati. Grazie al Centro Ricerche Cliniche (CRC) di Borgo Roma, i pazienti hanno la possibilità di accedere a farmaci di ultima generazione e a cure avanzate che diventeranno lo standard solo tra qualche anno.

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Roberto Salvia