Non solo in difesa dei produttori ma della salute di tutti gli italiani
Protestano davanti a Fieragricola gli Agricoltori Italiani, che per rendere più visibile la loro manifestazione hanno parcheggiato lì i loro trattori. I trattori: il principale strumento di lavoro dei contadini che lavorano la terra, ma anche il simbolo della rivolta che solo 2 anni fa aveva coinvolto i produttori del cibo di tutt’Europa. Li chiamavamo “il pollo dei trattori”. Oggi si sono organizzati nel movimento degli “Agricoltori italiani”, presente in tute le regioni e che raccoglie tutti quegli imprenditori agricoli che non si sentono rappresentati dalla Coldiretti e delle altre organizzazioni del settore.

Il presidio a Fieragricola
La linea politica degli Agricoltori Italiani è quella di stabilire un patto di alleanza con i cittadini. L’interesse infatti è comune: potersi nutrire con degli alimenti sani, prodotti secondo le nostre regole, sicuramente più rigide ai fini della tutela della salute rispetto a quelle dei paesi dell’America del Sud, dell’Asia e dell’Africa. Ed è soprattutto l’accordo Mercosur, voluto dall’Unione Europea, nel mirino della protesta, che sarebbe “la morte definitiva delle aziende agricole Made in Italy e la distruzione del cibo locale nel rispetto degli standard produttivi”.

«Ed anche se momentaneamente l’accordo Mercosur è stato sospeso – spiega Vanni Stoppato, veronese di Gazzo, uno dei leader storici del movimento contadino– di fatto è già passato e fra poco sarà operativo. Passato – sottolinea – al parlamento Europeo con il voto di Fratelli d’Italia e di Forza Italia e quello contrario della Lega, che però a livello nazionale non lo ha bloccato ponendo la questione di fiducia».
Quindi, secondo Agricoltori Italiani, non si salva nessuno dei partiti italiani. Ed a sottolineare la loro presa di distanza anche dal centrodestra, tradizionale oggetto del voto del loro bacino elettorale, un cartello, che campeggia al centro del presidio organizzato davanti alla Fiera dell’agricoltura: “Giorgia, avevamo alte aspettative ma…”

Ma alla questione politica s’affianca anche quella sanitaria. Un allevatore spiega che gli estrogeni con cui veniva ‘gonfiato’ il bestiame fino agli anni ’80 e poi giustamente vietati, torneranno inevitabilmente nelle carni importate, dato che nei paesi Mercosur non sono vietati. E non c’è molto da spiegare su quanto possano essere dannosi per la salute dei consumatori.
Lo stesso vale per questi erbicidi e pesticidi:

