(Claudio Beccalossi) Il posto è panoramicamente suggestivo, aperto verso lo skiline tutto scaligero delle Torricelle, con bella vista di Castel San Pietro sull’omonima altura e del santuario della Madonna di Lourdes sul colle San Leonardo.
In quel terrapieno con panchina, quasi in fondo a lungadige Capuleti, prima del ponte Aleardo Aleardi ed addossato al fiume Adige, però, l’auspicata (se non promessa dalla retorica) prospettiva di quiete fa a cazzotti con una cruda e sfacciata realtà che nessuno si prende la briga di rimediare.
Niente bucolico luogo di sosta per riposare osservando il paesaggio, ma un concentrato di sconcezze e desolazione che costituisce pubblicità negativa al turismo, anche a quello di bocca buona.

La sporgenza verde, oltre ad essere stata coinvolta da tempo in raid graffitari su cinta e mattoni interni, deve oggi vedersela con altre frequenze. Di quanti vi bivaccano lasciando sul terreno rifiuti, lattine, bottiglie, squallidi giacigli con cartoni, perfino un paio di scarpe su un muretto.

La già deprecabile situazione alza il livello negativo… scendendo i gradini che portano sul greto sabbioso dell’Adige diventato ricettacolo di tossicodipendenti, com’è purtroppo testimoniato dagli avanzi delle assunzioni di droga dispersi e rinvenibili (fondi di lattine per riscaldare o consumare le dosi, siringhe usate).

Non mancano, all’inventario umano dell’autolesionismo e del disagio, elementi supplementari di degrado: capi di vestiario disseminati, immondizie varie e, dulcis in fundo, una tabella segnaletica (compresa di palo con cemento alla base) finita o scaraventata lì chissà quando, perché e da chi.

Una controllatina alla micro-area (probabile tana di spaccio) non sarebbe male. Così come un’opera di bonifica per igiene e sicurezza pubbliche…

