Dalla Provincia al Parlamento europeo, la filiera chiede regole chiare

(di Francesca Romana Riello). Il riso italiano guarda a Bruxelles. La data è quella del 4 marzo, sede Parlamento europeo. Ma la presentazione ufficiale si è tenuta ieri mattina, nella Sala Rossa del Palazzo Scaligero.

Qui è stato illustrato l’evento dal titolo “Il riso italiano: una filiera da valorizzare. Produzione, consumi, strategie: il futuro del riso Made in Italy”. Un passaggio che gli organizzatori considerano tutt’altro che formale.

Il riso italiano guarda a Bruxelles

L’iniziativa è promossa da Ente Fiera di Isola della Scala insieme a Ente Nazionale Risi, al Consorzio di tutela della IGP Riso Nano Vialone Veronese e all’eurodeputato Paolo Borchia.

Attorno al tavolo, il presidente della Provincia Flavio Pasini, il presidente di Ente Fiera Roberto Venturi, il consigliere regionale Filippo Rigo e lo stesso Borchia. Collegati da Milano il direttore di Ente Nazionale Risi Roberto Magnaghi e Cosimo Finzi, direttore di Astra Ricerche.

IMG 2879

Il tema è noto agli addetti ai lavori, ma resta centrale: il riso italiano deve rafforzare la propria posizione in un mercato sempre più esposto alla concorrenza internazionale.

Non si parla soltanto di agricoltura.

Si parla di un comparto che tiene insieme imprese, territorio, occupazione.

Il riso italiano guarda a Bruxelles

A Bruxelles verranno portati numeri e proposte. L’obiettivo è aprire un confronto diretto sulle tutele della filiera, dalla produzione alla distribuzione.

Uno dei punti sollevati riguarda la trasparenza sull’origine del prodotto. “Servono regole chiare e strumenti adeguati”, è stato ribadito nel corso dell’incontro.

Il tema delle importazioni resta sullo sfondo, ma pesa. Così come pesa la differenza di condizioni tra produttori europei e Paesi extra Ue.

Non è solo una questione identitaria. È una questione economica.

Durante la mattinata è stata richiamata anche la quarta edizione dell’Osservatorio Nazionale sui Consumi del Riso in Italia. Un’indagine che analizza tendenze e comportamenti d’acquisto, utile per capire dove sta andando il mercato.

Il ruolo dei consumatori, è stato osservato, incide sempre di più. Le scelte sugli scaffali non sono neutre.

Il riso italiano guarda a Bruxelles

Tra Isola della Scala e l’Europa

Il legame con Isola della Scala è stato più volte sottolineato. La Fiera del Riso e RISÒ – Festival Internazionale del Riso Italiano rappresentano da anni una vetrina nazionale.

Non solo promozione, ma costruzione di identità attorno a un prodotto.

L’appuntamento del 4 marzo viene letto come un passaggio necessario. Portare il tema dentro le istituzioni europee significa provare a incidere sulle politiche che regolano il settore.

In gioco c’è la tenuta di una filiera che unisce tradizione e innovazione, ma che deve confrontarsi con mercati complessi e dinamiche globali.

Verona, in questo percorso, si ritaglia un ruolo di raccordo. Dalla dimensione locale a quella europea.

La partita vera si giocherà a Bruxelles.

Ma il confronto, quello politico e tecnico, è già entrato nel vivo ieri mattina in Sala Rossa.

Il riso italiano guarda a Bruxelles
Screenshot