(di Francesca Romana Riello). Metalmeccanici,1.740 addetti coinvolti: dato in calo, rispetto al 2024 diminuiscono i lavoratori interessati da ammortizzatori sociali. Restano osservati alluminio, termomeccanico ed energia. Rinnovato il contratto nazionale con il 96,2% di sì; questi i punti salienti della conferenza stampa convocata, questa mattina, dalla FIM CISL di Verona.

Sono 1.740 i metalmeccanici veronesi oggi coinvolti in situazioni di crisi. Un anno fa erano 2.349. Il confronto, fatto questa mattina nella sede della Cisl, racconta di una pressione che si è alleggerita, anche se il settore resta dentro una fase di assestamento.

In provincia il comparto conta circa 28.300 addetti complessivi. Di questi, 22 mila lavorano nell’industria; tra 5 e 6 mila nell’artigianato. Negli ultimi due anni la quota di lavoratori interessati da ammortizzatori sociali si è collocata tra il 10 e il 15 per cento.

«Il dato è migliore rispetto al 2024 , ha spiegato Adriano Poli, segretario Generale Fim Cisl Verona, ma non possiamo abbassare la guardia».

Metalmeccanici, 1.740 addetti coinvolti: dato in calo
Serena Iacovelli, Adriano Poli e Alessandro Pagani

Alluminio sotto osservazione

Se lo scorso anno era la siderurgia a concentrare le maggiori difficoltà, oggi l’attenzione si sposta sull’alluminio, in particolare nei comparti legati a infissi ed edilizia. Dopo la stagione dei bonus, il mercato sta rallentando e le aziende stanno riassorbendo quella spinta.

Pesano la concorrenza internazionale e l’andamento dei costi. Sul fronte energetico si guarda con attenzione ai prossimi mesi: si parla di possibili aumenti, soprattutto per le imprese a maggior consumo energetico. Per ora, però, non si registrano ricorsi estesi alla cassa integrazione.

Nella maggior parte dei casi le percentuali restano sotto il 50 per cento delle ore lavorate. Due le cessazioni che hanno inciso sui numeri complessivi: Sunlight Battery e Cooperativa Fonderia Dante.

Metalmeccanici, 1.740 addetti coinvolti: dato in calo

Metalmeccanici, 1.740 addetti coinvolti: dato in calo

Il termomeccanico resta uno dei pilastri dell’industria veronese, con circa 7 mila addetti. È qui che si concentrano le situazioni più monitorate.

Feroli è impegnata in una riorganizzazione. Riello è in fase di passaggio al gruppo Ariston: la cessione è stata perfezionata a dicembre, mentre l’iter dell’Antitrust è ancora in corso. L’obiettivo indicato è chiudere entro l’estate.

«L’ingresso di un gruppo industriale italiano è un segnale importante, ha detto Poli, ora servono tempi certi».

In alcune aziende si è intervenuti con uscite incentivate e riorganizzazioni interne, senza un utilizzo massiccio degli ammortizzatori sociali.

Metalmeccanici, 1.740 addetti coinvolti: dato in calo

Approvato il contratto nazionale

Sul piano contrattuale il quadro è più stabile. Il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici è stato approvato con il 96,2 per cento di voti favorevoli, dopo mesi di confronto e 40 ore di sciopero anche nel Veronese.

Il contratto è in vigore. Da febbraio sono previsti flexible benefit tra 100 e 200 euro, oltre ad aumenti salariali superiori all’inflazione.

C’è però un’incognita che va oltre i numeri provinciali. La nuova crisi internazionale e il clima di guerra preoccupano la Cisl: per un territorio a forte vocazione esportatrice come quello veronese, eventuali tensioni sui mercati esteri o sulle rotte di approvvigionamento delle materie prime potrebbero ripercuotersi sulle aziende italiane e, di conseguenza, sull’occupazione.  

I numeri migliorano rispetto al 2024. È il dato che emerge dal confronto in Cisl. Restano le incognite legate all’energia e ai mercati esteri, che continuano a influenzare le scelte delle imprese.

La sensazione, al termine dell’incontro, è di prudenza. Senza allarmi. Ma senza illusioni.

Metalmeccanici, 1.740 addetti coinvolti: dato in calo