(a.z.) Il mercato energetico italiano ed europeo è in fermento dopo l’attacco USA-Israele all’Iran, che hanno scatenato una nuova ondata di tensione geopolitica e un immediato impatto sui prezzi di petrolio, gas e elettricità. Negli ultimi giorni le quotazioni energetiche hanno registrato forti aumenti, con effetti già visibili sulle bollette e sui carburanti.

I futures sul petrolio e sul gas hanno accelerato: il greggio Brent ha superato gli 80 dollari al barile e gli analisti dicono che punti ai 100 dollari, segnando rialzi importanti rispetto alla scorsa settimana, e anche il gas naturale ha visto quotazioni in forte aumento sulle principali piazze europee.

La combinazione di tensioni nel Golfo e minacce alla navigazione nello Stretto di Hormuz, arteria cruciale per circa un quinto del petrolio e del gas mondiale, ha aumentato l’incertezza dei mercati e ridotto la disponibilità di offerta sulle principali rotte energetiche.

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Secondo un’analisi degli esperti di mercato, le bollette di luce e gas delle famiglie italiane potrebbero aumentare di circa 166 € l’anno, pari a un incremento attorno al 7% rispetto alle previsioni pre-conflitto, con circa 121 € in più sul gas e 45 € in più sull’elettricità.
Ma addirittura se le tensioni dovessero durare più di un mese i costi potrebbero raddoppiare o persino triplicare, con impatti pericolosi per la tenuta delle imprese e dei conti delle famiglie.

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Anche i prezzi alla pompa di benzina e diesel sono già saliti nel corso degli ultimi giorni, seguendo la spinta dei listini petroliferi e le pressioni sui mercati energetici globali. Anche qui il rischio è di arrivare a 2 euro al litro, con conseguenti rincari anche sui trasporti e a cascata sui beni di prima necessità, dato che la maggior parte della merce in Italia viaggia su ruota.

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La minaccia di un conflitto più ampio e la possibilità di interruzioni prolungate delle forniture attraverso canali strategici come lo Stretto di Hormuz hanno alimentato la corsa al rialzo dei prezzi.
Gli operatori temono che, se la situazione dovesse mantenersi tesa per un periodo prolungato, l’aumento dei costi energetici potrebbe non essere transitorio, con effetti duraturi sull’inflazione e sulla competitività delle imprese europee.

A Rimini la Fiera dell’energia

In questo contesto di forte instabilità dei prezzi, da oggi 4 marzo fino a venerdì 6 marzo 2026, Rimini ospita la fiera KEY – The Energy Transition Expo, uno degli eventi più importanti in Italia dedicati alle energie rinnovabili, all’efficienza energetica e alle soluzioni per fronteggiare l’aumento dei costi energetici.

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L’esposizione, che vede la partecipazione di aziende, istituzioni e professionisti del settore, si concentra su temi chiave come transizione energetica, tecnologie green, finanza per l’energia e modelli di consumo sostenibile. All’interno dell’evento saranno organizzati convegni, workshop e dibattiti aperti anche al pubblico interessato.

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A Rimini sarà presente anche Eureka Italia, con approfondimenti su energia e finanza in campo energetico e partner del Giornale L’Adige.
Il rialzo dei prezzi energetici dopo l’attacco all’Iran e le incertezze geopolitiche evidenziano ancora una volta la vulnerabilità del sistema energetico mondiale e la dipendenza dalle fonti fossili importate. La spinta verso energie rinnovabili, efficienza e resilienza delle reti diventa quindi un tema non solo ambientale, ma anche economico e di sicurezza nazionale.