Non è vero che vogliamo spostare l’inquinamento lontano da Cologna

Il sindaco di Cologna Veneta Manuel Scalzotto in seguito all’articolo pubblicato su L’Adige il 24 gennaio scorso ci invia le seguenti precisazioni sul progetto di prolungamento del collettore del Fratta-Gorzone che volentieri pubblichiamo.

“In riferimento all’articolo pubblicato dal Giornale Adige in data 24 gennaio 2026, dal titolo “La Regione butta 10 milioni nelle acque putride del Fratta-Gorzone”, ritengo doveroso intervenire per affermare alcuni elementi di verità e fornire ai lettori un quadro corretto, completo e non ideologico di una vicenda complessa.

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il sindaco di Cologna Veneta Manuel Scalzotto

Il progetto di prolungamento del collettore non nasce né da una scelta estemporanea né, tantomeno, da motivazioni personali o di convenienza locale, come l’articolo lascia intendere in modo del tutto improprio.

Si tratta invece dell’esito di un percorso lungo, avviato oltre quindici anni fa, condiviso e validato dalle massime autorità competenti in materia ambientale e idrica: Ministeri, Regione del Veneto, Autorità di Bacino, ARPAV, enti gestori e soggetti regolatori del servizio idrico integrato. Un percorso inserito formalmente negli Accordi di Programma per il disinquinamento del bacino Fratta-Gorzone, non certo deciso da un singolo Sindaco o da un singolo Comune.

Come amministratori locali, siamo chiamati a deliberare su ciò che è giuridicamente lecito, tecnicamente realizzabile ed economicamente sostenibile, non su ipotesi ideali o slogan suggestivi ma privi di immediata applicabilità.

Il prolungamento del collettore rappresenta, allo stato attuale, l’unico intervento concretamente cantierabile in grado di migliorare le condizioni del corpo idrico, agendo su diluizione, ricettività e controllo degli scarichi, nel rispetto delle autorizzazioni ambientali vigenti.

Affermare che si tratti semplicemente di “spostare più avanti il problema” significa ignorare – o voler ignorare – anni di studi tecnici, valutazioni ambientali e prescrizioni imposte dagli enti di controllo. Così come è fuorviante contrapporre questo intervento al miglioramento dei sistemi di depurazione della Valle del Chiampo: le due azioni non sono alternative, ma complementari, e infatti procedono su binari diversi, con responsabilità, tempi e strumenti distinti.

Respingo inoltre con fermezza ogni ricostruzione che attribuisca a questa Amministrazione l’intenzione di “spostare l’inquinamento lontano da casa propria“. E una rappresentazione non solo falsa, ma offensiva nei confronti di un territorio che da decenni convive direttamente con le conseguenze ambientali del bacino del Fratta-Gorzone e che ha sempre chiesto, con serietà e responsabilità, soluzioni strutturali e non scorciatoie.

È legittimo – e persino utile – discutere di modelli produttivi, di riconversione industriale, di cicli chiusi dell’acqua e di un rafforzamento normativo a livello regionale o nazionale. Meno legittimo è far passare come “inermi o complici” quegli amministratori che, nel quadro normativo esistente, scelgono di sostenere l’unica opera oggi in grado di produrre un miglioramento reale, anziché limitarsi a dichiarazioni di principio.

Il disinquinamento del Fratta-Gorzone non si ottiene con semplificazioni o contrapposizioni ideologiche, ma con atti concreti, condivisi e verificabili. Ed è su questo terreno, fatto di responsabilità istituzionale e rispetto dei fatti, che l’Amministrazione di Cologna Veneta continuerà a muoversi.

Postilla:

A ulteriore conferma della trasparenza e dell’approccio partecipativo adottato, si ricorda che il Comune di Cologna Veneta ha promosso pubblicamente un percorso di informazione e confronto aperto a cittadini, associazioni e organi di informazione, invitando chiunque a formulare quesiti sul rinnovo dell’autorizzazione allo scarico del collettore A.RI.C.A. e sul progetto di prolungamento del tubo.

Tali quesiti, raccolti tramite un avviso pubblico e inoltrati ai tecnici competenti, sono stati oggetto di trattazione e risposta nel corso di un Consiglio Comunale appositamente dedicato, alla presenza dei tecnici di A.RI.C.A., in una seduta aperta e accessibile a tutti.

Un metodo chiaro, pubblico e verificabile, che testimonia come le decisioni assunte siano il risultato di un confronto serio, documentato e responsabile”.