La politica dell’Unione europea sull’immigrazione sta cambiando. Lunedì 9 marzo la commissione per le libertà civili del Parlamento europeo ha approvato una proposta del Ppe che dà la priorità alle espulsioni; che introduce il reato di soggiorno irregolare; che aumenta la detenzione amministrativa fino a 24 mesi e che semplifica le procedure per i rimpatri.
Approvata anche la possibilità di creare centri di espulsione fuori del territorio dell’Unione. Una scelta che avvalora quella del governo italiano di crearne in Albania: una vittoria della Meloni, che per questo era stata sempre attaccata dalla sinistra.

Una nuova linea politica per l’UE?

Un’inversione di tendenza rispetto alla linea lassista tenuta finora. La proposta della commissione ha visto una maggioranza insolita, formata da PPE e della destra. Un passaggio che potrebbe essere la chiave per uno spostamento dell’asse di centrosinistra che ha guidato finora l’Europa.

Ora il testo passa all’Assemblea. In quella sede si potrà constatare se il voto della commissione per le libertà civili è stato un episodio oppure se è l’inizio di una nuova politica da parte di Bruxelles e Strasburgo. Se approvato, per essere operativo, dovrà poi passare al Consiglio europeo dove siedono i rappresentanti degli stati membri.