Il cordoglio della politica veneta: “Se ne va una parte della nostra storia”
Si è spento Umberto Bossi, figura centrale della politica italiana degli ultimi decenni e fondatore della Lega. Alla notizia della scomparsa, giunta ieri sera, il 19 marzo, numerosi esponenti politici hanno espresso il proprio cordoglio, ricordandone il ruolo e l’eredità.
Tra le prime reazioni, quella dell’eurodeputato Paolo Borchia, capodelegazione della Lega al Parlamento europeo e vicesegretario vicario della Liga Veneta. “Sono devastato dalla notizia della scomparsa di Umberto Bossi – ha dichiarato –. Con lui se ne va una parte della mia vita politica e personale”. Borchia ha sottolineato come l’esperienza e l’esempio del fondatore della Lega siano stati determinanti nel suo percorso: “Per chi, come me, è cresciuto nella Lega, è stato molto più di un leader: una voce libera e anticonformista, capace di portare al centro la questione settentrionale e di rivoluzionare il modo di fare politica”.
Nel suo ricordo emerge anche il senso di responsabilità raccolto dopo la sua scomparsa: “Da questo momento diventa un dovere continuare, con determinazione, la battaglia per l’autonomia”.
Parole di profondo cordoglio arrivano anche dal presidente del Veneto Alberto Stefani, che ha definito Bossi “un leader visionario” e “il megafono della questione settentrionale”. “Ha saputo interpretare come pochi l’identità e le aspirazioni dei nostri territori – ha affermato – credendo, quando pochi lo facevano, in un’Italia fondata su autonomia, federalismo e rispetto delle comunità locali”.

Stefani ha ricordato anche il lato umano del fondatore della Lega, evocando un recente scambio di auguri natalizi e un gesto personale di generosità. “Era un guerriero e un sognatore – ha aggiunto – capace di trasformare le istanze del Nord in battaglie politiche concrete, cambiando per sempre il dibattito istituzionale del Paese”.
Nel ricordo del presidente veneto, anche il riferimento al sodalizio politico con Roberto Maroni, con cui Bossi contribuì a costruire il movimento leghista, dando voce a un’area del Paese fino ad allora poco rappresentata.
A sottolineare l’impatto della sua figura anche nelle istituzioni regionali è stato il consigliere Matteo Pressi, capogruppo della Lista Stefani a Palazzo Ferro-Fini. “Con la morte di Umberto Bossi perdiamo il nostro papà – ha dichiarato –. Il sogno dell’autonomia, oggi al centro dell’agenda politica, è cresciuto grazie alla sua intuizione di unire i movimenti autonomisti del Nord”.
Pressi ha inoltre annunciato l’intenzione di promuovere nei prossimi mesi un convegno dedicato alla figura di Bossi presso il Consiglio regionale del Veneto, con l’obiettivo di approfondirne il contributo al rinnovamento della politica italiana.
Al cordoglio si è unito anche il leader della Lega e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, che ha affidato a un messaggio personale il proprio saluto: “Coraggio, genio, passione, fatica, amore, rivoluzione, radici, libertà. Avevo 17 anni quando ti ho incontrato e mi hai cambiato la vita. Oggi ne ho 53 e ti saluto, nel giorno della Festa del Papà, con una lacrima ma con la stessa gratitudine, lo stesso orgoglio e la determinazione a non mollare mai, come ci hai insegnato. Il tuo immenso popolo ti rende omaggio e continuerà a camminare sulla strada che hai tracciato: quella della libertà”.

Con la scomparsa di Umberto Bossi si chiude un capitolo significativo della storia politica nazionale. Resta, nelle parole di chi lo ha conosciuto e seguito, un’eredità fatta di idee, battaglie e visione, destinata a continuare nel dibattito pubblico e nell’azione politica delle generazioni successive.
