Dal 8 al 23 aprile torna a Villafranca di Verona Familiarmente, la rassegna dedicata alla famiglia che, anno dopo anno, ha ampliato il proprio respiro fino a trasformarsi in un percorso articolato di quasi tre settimane. L’edizione 2026 si concentra su un tema tanto universale quanto spesso frainteso: l’errore.

Familiarmente 2026 è stata presentata questa mattina in Comune a Villafranca ed erano presenti: Jessica Cordioli, assessore alle politiche sociali di Villafranca, Giovanna Zocatelli, educatrice per la fascia 0-10; Elisa Cordioli, referente per la fascia 10-14; Valentina Costa, per la fascia dai 14 anni in poi; Maria Lorena Turrina, psicologa e psicoterapeuta, che interverrà anche come relatrice; Chiara Vedovelli della cooperativa Spazio Aperto. Collegati online Francesco Righetti e la cooperativa L’Albero. Hanno inoltre partecipato ai lavori Cristian Beninelli, assistente sociale del Comune, ed Elisa Franchini della Polisportiva Villafranchese.

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In una società fortemente orientata alla performance e all’immagine, fallimento e insuccesso vengono frequentemente associati a una perdita di valore personale. La rassegna propone invece una lettura opposta: l’errore come parte integrante dell’esperienza umana, passaggio necessario nei processi di apprendimento e crescita. Non un punto di arresto, dunque, ma un elemento dinamico, che trova significato nella capacità di essere riconosciuto, compreso e superato.

Il rischio, sottolineano gli organizzatori, è che l’errore venga vissuto esclusivamente come caduta, generando blocchi, paura e una progressiva perdita di autostima, soprattutto tra le giovani generazioni. In questo contesto, la vergogna si configura come uno dei sentimenti più pervasivi e distruttivi. Da qui l’esigenza di tradurre in pratiche concrete un principio teoricamente condiviso: riconoscere il valore dell’errore e accompagnare le persone, in particolare i più giovani, a superare il timore di sbagliare.

“Familiarmente” 2026 si muove proprio in questa direzione, affrontando il tema da prospettive diverse – arte, scienza, scuola, relazioni – con l’obiettivo di restituire all’errore la sua dimensione autentica: occasione, passaggio e possibilità. Solo così, sottolineano i promotori, è possibile promuovere il coraggio di mettersi in gioco, accettando anche la possibilità di cadere, per poi rialzarsi con maggiore consapevolezza.

A evidenziare il percorso che ha portato alla definizione del tema è l’assessore alle politiche sociali Jessica Cordioli: “Non si tratta di una scelta calata dall’alto, ma del risultato di un confronto con la comunità. Nell’agosto dello scorso anno abbiamo proposto un sondaggio, dal quale è emersa chiaramente la volontà di riflettere sull’errore, inteso non come marchio negativo ma come competenza che si costruisce”.

Un’impostazione che ha trovato riscontro anche nella costruzione della rete territoriale. Accanto al tradizionale tavolo di lavoro, sono state coinvolte scuole, asili e realtà sportive. In particolare, gli istituti educativi hanno sviluppato laboratori dedicati, mentre con le società sportive è stato avviato un percorso specifico sul valore formativo dell’errore, destinato a proseguire anche oltre la rassegna.

Familiarmente. Il programma

Tutti gli appuntamenti sono gratuiti, senza prenotazione fino ad esaurimento posti.

Il programma si apre mercoledì 8 aprile con l’incontro “La vita e la scelta”, dedicato al tema del lutto e della possibilità di trovare nuove prospettive. Nei giorni successivi si alterneranno appuntamenti formativi, incontri con esperti e testimonianze: dal confronto con il filosofo Nicola Donti alla riflessione sul mondo dello sport, fino agli approfondimenti in ambito educativo e lavorativo.

Tra i momenti centrali, l’incontro del 13 aprile sul tema della rinascita, con il contributo di realtà impegnate nel sostegno a percorsi di fragilità, e la serata del 15 aprile dedicata al fallimento professionale, con la testimonianza della coach aziendale Arianna Livrieri. Non mancheranno appuntamenti culturali, come la presentazione del libro “Arcobaleni, si può rinascere da una tempesta”, e momenti di riflessione legati al linguaggio artistico e cinematografico, tra cui la proiezione del film “Le cose non dette” di Gabriele Muccino.

Il calendario proseguirà con incontri dedicati alla scuola e alla ricerca scientifica, fino alla chiusura del 23 aprile, con un appuntamento rivolto ai genitori sulle fragilità educative. Parallelamente, dal 12 al 26 aprilePalazzo Bottagisio ospiterà la mostra “Il mio Purgatorio. Dante profeta di speranza”, in continuità con il percorso avviato lo scorso anno.

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A rendere ancora più partecipato il progetto sarà il contributo dei giovani del territorio, che introdurranno ogni serata con brevi video dedicati al tema dell’errore, offrendo uno sguardo diretto e contemporaneo.

La rassegna è il risultato del lavoro condiviso di un ampio gruppo di professionisti e realtà locali, tra cui educatori, psicologi, associazioni e istituzioni sportive. Un impegno corale che, come sottolineato dagli organizzatori, rappresenta il vero valore aggiunto dell’iniziativa: solo attraverso la collaborazione e il confronto è possibile costruire percorsi capaci di incidere realmente nella comunità.