(di Francesca Romana Riello) Padova: BCC Veneta premia il merito e investe nel futuro: 533 borse di studio agli studenti. Al Teatro Verdi di Padova, BCC Veneta ha consegnato 533 borse di studio a studenti del territorio. In platea, famiglie e ragazzi. Sul palco, i numeri di un’iniziativa arrivata alla venticinquesima edizione: 167 mila euro distribuiti tra scuole medie, superiori, ITS, lauree triennali e magistrali.

La distribuzione: 60 premi agli usciti dalla scuola media, 343 alle superiori, 6 ai diplomati ITS, 66 ai laureati triennali, 58 ai magistrali. A questi si aggiungono 64 bonus per chi ha conseguito il massimo con lode e 84 premi “Valore Sociale”, riservati agli studenti che hanno abbinato ai risultati scolastici un impegno documentato nella comunità.

BCC Veneta premia il merito e investe nel futuro

Un teatro pieno, tra applausi e famiglie

Il presidente Flavio Piva ha parlato di un appuntamento «fondamentale» per la Banca. «Non solo un’iniziativa per i giovani, ma un’iniziativa con i giovani», ha detto. E ha toccato il tema del divario generazionale: «Mai come oggi le differenze tra generazioni in termini di strumenti, competenze e linguaggi sono così evidenti. Ma proprio per questo, mettendo insieme abilità diverse, possiamo realizzare qualcosa di straordinario».

Sul palco sono salite anche due collaboratrici della Banca, ex vincitrici delle borse di studio, oggi tra gli organizzatori dell’evento.

BCC Veneta premia il merito e investe nel futuro

Il direttore generale Andrea Bologna ha illustrato la composizione interna dell’istituto: 740 dipendenti, di cui 84 under 30, oltre il 10% della forza lavoro. «Alcuni di questi giovani erano, pochi anni fa, proprio tra i premiati come voi oggi», ha detto. Ha poi riferito di un gruppo di lavoro interno: «Abbiamo chiesto ai nostri under 30 di portare idee, progetti e iniziative per rendere la Banca ancora più BCC, ma allo stesso tempo sempre più vicina alle esigenze delle nuove generazioni».

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Dai premi alle opportunità, il filo che resta nel tempo

Ospite della giornata Aurora Ramazzotti, che ha parlato ai ragazzi di aspettative e pressione sociale. «È importante sentirsi liberi di seguire i propri desideri e obiettivi», ha detto, «imparando anche a sottrarsi alle pressioni esterne». Un intervento diretto, senza la mediazione del palco istituzionale: dubbi e fragilità non come ostacoli, ma come parte del percorso.

La cerimonia si chiude con i numeri che restano: venticinque anni di premi, mezzo migliaio di studenti in sala, una banca che prova a tenere insieme riconoscimento del merito e radicamento nel territorio.

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