(Angelo Paratico) Gino Agnese (Napoli, 10 marzo 1936 – Roma, 28 marzo 2026) è stato un giornalista, saggista e uomo politico. Napoletano, visse a Roma e fu giornalista, studioso della comunicazione, cultore dell’arte contemporanea. Aveva avuto una vita difficile, suo padre morì durante la guerra a Ischia e fu da subito costretto ad arrangiarsi fra i vicoli di Napoli.

Dal 1960 al 1964 fu redattore del Secolo d’Italia, anche con compiti d’inviato speciale e di notista politico. Dal 1964 al 1993 fu redattore, inviato speciale ed editorialista del quotidiano romano Il Tempo. Ha scritto anche sul Messaggero Veneto (1982-2000), Il Giornale (1998-2003) e Il Resto del Carlino (2016-2017).

Nel 1995 organizzò e diresse per Alleanza Nazionale il convegno Bit & Polis. Come l’informatica cambia la cultura e la politica, tenendovi la relazione introduttiva. Nel 1982 fondò la rivista internazionale di studi sulla comunicazione Mass Media, che uscì con cadenza bimestrale per tredici anni. Su Mass Media, che fu pubblicata da Capone Editore, di Lecce, ma ebbe sede a Roma, scrissero studiosi non soltanto italiani (Derrick de Kerckhove, Gianfranco Ravasi, Gillo Dorfles, Piero Buscaroli, John Eccles, Andrej Tarkovskij, Armand Mattelart, Luigi Accattoli, Renato Barilli, Guido Gili, Mario Costa, Roberto Grandi, Abraham Moles, Robert White e tanti altri).
Gino Agnese lo conobbi a Hong Kong, nel novembre del 1995. Era con una delegazione di AN, guidata da Gianfranco Fini di ritorno da una visita in Cina. La puntata nel ex Celeste Impero era stata organizzata da Enzo Trantino. A quel tempo il Secolo d’Italia era ancora guidato da Gennaro Malgieri, anche lui presente nel gruppo che aveva visitato Piazza Tienanmen, recitandovi una preghiera per ricordare i ragazzi morti nel 1989. Gino Agnese aveva letto alcune delle mie corrispondenze che avevo pubblicato sul Secolo e, apparentemente, le aveva apprezzate.

La nostra amicizia continuò anche negli anni successivi e quando passavo da Roma lo andavo a trovare. Sotto a casa sua abitava un vecchio futurista, Mino Delle Site. Ebbi modo di leggere le sue belle biografie dedicate ai futuristi, celebrati negli USA e ignorati in Italia. Più volte mi ospitò a casa sua, colma di libri, quadri e oggetti raccolti in giro per il mondo, quando lavorava come corrispondente per Il Tempo. Mi mostrò con orgoglio il tavolo della sua sala da pranzo, dove, a suo dire, presenti Fini, Maceratini e il cardinal Bertone nacque la prima idea ciò che poi sarebbe divenuta la svolta di Fiuggi. Tramite l’amico Bruno Zoratto mi fece avere un libretto scritto da Fini, con una introduzione di Giuliano Amato, nella quale il dottor Sottile sminuiva quanto scritto dal segretario di AN. Mi fece molta impressione questo “appecoramento” al Dottor Sottile (o forse Fini non lesse la sua introduzione?) ma scrissi comunque una recensione facendo finta di nulla.
Uno dei meriti di Gino Agnese, sfuggito ad alcuni suoi biografi è stata la rinascita della Quadriennale, da lui presieduta. Ha ancora sede nel complesso monumentale di Villa Carpegna. Me la fece visitare quando ancora la si stava restaurando. Si tratta di un gioiello architettonico posto nel cuore del quartiere Aurelio alle spalle di San Pietro e risale alla fine del Seicento.
I funerali si svolgeranno oggi alle 15 presso alla chiesa dei Santi Angeli Custodi a Roma
