“L’ambiente e la salute dei cittadini non si fermano davanti ai confini amministrativi. Per questo è fondamentale che la pianificazione degli impianti di smaltimento rifiuti sia frutto di una collaborazione stretta e condivisa tra Regioni confinanti”. Con queste parole i consiglieri regionali della Lega Filippo Rigo ed Elisa De Berti commentano la presentazione dell’ordine del giorno collegato al “Bilancio di previsione 2026-2028”.

Il documento, firmato da tutti i consiglieri regionali veronesi, punta a rafforzare la cooperazione tra enti confinanti, in particolare tra Veneto e Lombardia, nella pianificazione delle discariche nelle aree di confine.

rigo de berti

Matteo Pressi, capogruppo della lista Stefani in Consiglio regionale spiega l’o.d.g.:

“È un problema annoso rispetto al quale, da tempo, si cercano soluzioni sul piano amministrativo. Stiamo parlando della localizzazione delle discariche, tema di grande attualità nella parte ovest del territorio della provincia di Verona, al confine con il mantovano.  Oggi, la normativa vigente pone in capo a ciascuna regione il compito di pianificare la localizzazione dei siti destinati ad accogliere i rifiuti. 

Tale circostanza ha comportato la concentrazione di numerosi discariche (e l’apertura di altre potenziali) in porzioni estremamente ridotte di territorio, a cavallo tra due regioni. 

È il caso delle zone di confine tra Mantova a Verona, dove la Regione Lombardia ha da tempo concesso l’apertura di nuove discariche, mentre attualmente sono pendenti richieste di realizzazione di nuovi siti negli uffici regionali veneti, con riferimento alle zone di Valeggio e Villafranca. 

Occorre prevedere sul piano legislativo l’obbligo per le Regioni di coordinare gli interventi nelle zone di confine. Altrimenti, come nel caso del mantovano e dell’ovest veronese, si rischia di creare un’alta contrazione di discariche, alcune amministrativamente collocate in Veneto e altre in Lombardia, che comunque, dal punto di vista concreto, gravano su un territorio piccolo e quindi sovraccarico». 

Pressi conclude :«oggi vi è una zona grigia nella normativa che favorisce l’emergere di situazioni come quelle che – paradossalmente – rischiano di interessare Valeggio e Villafranca. Non possiamo chiedere ulteriori sforzi a quelle comunità».