(Angelo Paraticda) Adriano Goldschmied è spirato all’alba all’ospedale di Castelfranco dopo una lunga malattia, aveva 83 anni.  Passava spesso da Verona, dove si trovano delle lavanderie per jeans che hanno segnato l’alta moda del denim negli ultimi 50 anni. Lui, che era cittadino del mondo e aveva creato il marchio “Citizens of Humanity” da alcuni mesi era tornato a vivere ad Asolo, la sua patria ideale, dopo anni trascorsi negli Stati Uniti. Vi aveva creato decine di marchi e lavorato per le principali case produttrici di denim.

d057e044 458a 4489 bcbd 5271fbbfa88c 8d2eee8d a23d 4d0a b361 a475a3f729e1 Adriano Goldschmied

Sempre ironico e spiritoso, diceva che: “Il mio più grande difetto è quello di considerare il denaro uno strumento per creare qualcosa di nuovo: tutti i miei ex soci sono diventati milionari, a me non me frega niente”. Ed è vero: molti dei suoi marchi che aveva lanciato sono stati da lui abbandonati e hanno reso milionari tutti coloro che li avevano rilevati. Basti l’esempio di un marchio: Diesel, a capo del quale pose un brillante neolaureato, Renzo Rosso.

Nacque nel 1944 a Ivrea in una benestante famiglia triestina di origine ebraica. Suo padre, Livio, era un ingegnere, amico e collaboratore di Adriano Olivetti, che lo tenne a battesimo e a cui deve il nome.

A Cortina diventò amico di Ascanio Palchetti, il mitico proprietario del Verockay King’s Club, una delle prime discoteche d’Italia, e fu lui a proporgli di aprire un negozio di abbigliamento proprio di fronte: con un’amica inglese di nome Claire. Come fece Cavalli, con una vecchia Volkswagen, andò a Londra e comprò l’abbigliamento di tendenza. Aveva talento e scelse bene: a Cortina il suo King’s Shop diventa un successo internazionale, la merce veniva bruciata in poche ore. Si trovò in casa un rotolo di denim giapponese molto speciale, della ditta Kurabo e pensò di farci dei blue jeans, che furono un successo.

Lo avevamo visto a Shanghai l’ultima volta, qualche anno fa, mentre stava campionando del denim della TRC Candiani di Robecchetto, a trenta chilometri da Milano, uno dei più sofisticati produttori di denim del mondo.

Aveva inventato, oltre a Diesel e Replay di Claudio Buzziol, anche la Gap 1969 e la Agolde, poi la Goldie, un marchio leggendario per i jeans femminili. Poi inventò Goldsign, AG Adriano Goldschmied, House of Gold.

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Questa è una grave perdita per il mondo della moda e non sarà possibile trovare un suo degno sostituto. La sua capacità di creare cose nuove modificando le vecchie non ha eguali. Infatti partì dai blue jeans creati a San Francisco nel 1850 dal signor Levi Strauss per vestire i minatori alla ricerca dell’oro. Ricordiamo che per iniziare il signor Levi Strauss ordinò della tela blu di Genova (ecco l’origine del nome Blue Jeans) che era stata usata anche da Giuseppe Garibaldi durante l’impresa dei Mille. Un paio di questi suoi pantaloni è ancora visibile al Museo del Risorgimento di Roma.