(Paolo Danieli) Ho fatto un sogno strano. Anche perché, a differenza degli altri sogni, non è svanito appena sveglio, ma è rimasto a frullarmi nella testa per tutta la giornata. Come tutti i sogni anche quello era una sequenza di idee e immagini slegate fra loro. Ma con un significato. Prodotto della nostra attività cerebrale notturna, che è libera di fluttuare fra realtà e fantasia, fra desideri e paure, senza bisogno di tante giustificazioni legate alla logica.

E così l’altra notte ho sognato una Giorgia, più che stanca, incazzata. 

“Vedi Paolo-
mi diceva- ce la sto mettendo tutta per sistemare la situazione disastrata che me so’ ritrovata quando so’ andata al governo. Miracoli non ne posso fa’. Ma piano piano, le cose avevo cominciato a sistemarle. Poi, mannaggia, è arrivata la guerra. Prima in Ucraina e adesso in Iran. Eppoi ce s’è messo pure er referendum. 

Adesso me so’ rotta. Sa che faccio? Chiamo Putin e mi metto d’accordo con lui per ricomprare il gas dalla Russa a un terzo del prezzo che lo paghiamo adesso. Abbasso le bollette della metà e anche di più. Sia quelle delle famiglie, sia quelle delle industrie. Voglio vedere poi chi ha ancora il coraggio di mettersi contro di me che sto facendo tutto quel che posso e anche di più per la mia Italia!”

GAS

Un sogno. Appunto. Ma perché non potrebbe diventare realtà? Giorgia è brava. Questo lo sanno tutti. Anche gli avversari. E’ instancabile lavoratrice. E’ coraggiosa. E, come ha detto fin dal primo giorno, non è ricattabile, perché, a differenza di altri, lei è pulita. 

Sarebbe il massimo che in un momento come questo potrebbe fare per l’interesse nazionale, che lei mette in testa ai suoi pensieri e alla sua azione di governo.

Perché la Meloni non potrebbe farlo?

E allora perché non farlo?
E’ vero, siamo un paese a sovranità limitata dal 1945. Ma, a quanto dice Trump, della Nato non gliene frega più niente e le sanzioni alla Russia le ha sospese unilateralmente anche lui per rifornirsi di petrolio. E allora perché non lo facciamo anche noi?

Sarebbe piuttosto l’Europa a romperci le palle. Ma non potrebbe farlo più di tanto, perché in questa contingenza geopolitica senza l’Italia l’Ue chiude. I sogni, si sa, son sogni. Ma con un po’ di coraggio potrebbero diventare realtà. E le elezioni allora, con le bollette dimezzate, sarebbero un plebiscito.