(di Francesca Romana Riello). Lavagno ospita il campionato di S-cianco che si terrà il 19 aprile in piazza Vischi. È la ventiquattresima edizione, dentro un calendario che da fine marzo a inizio giugno attraversa la provincia e riporta il gioco tradizionale nelle piazze, senza trasformarlo in vetrina.

La presentazione si è tenuta oggi, mercoledì 8 aprile, nella Sala Rossa del Palazzo Scaligero. Un passaggio formale, ma necessario, perché intorno a questo circuito negli anni si è costruita una rete stabile.

Per il Comune di Lavagno sono stati presenti il sindaco Matteo Vanzan, il vicesindaco con delega allo sport David Di Michele e l’assessore all’ecologia e ambiente Giovanni Molinaroli. Con loro l’Associazione Giochi Antichi, rappresentata da Marco Avigo e Diego Caloi, che questo progetto lo seguono da tempo e lo tengono insieme tappa dopo tappa.

Non è solo organizzazione. È continuità.

Lavagno ospita il campionato di S-cianco

Lavagno ospita il campionato di S-cianco, la tappa in piazza Vischi

Il campionato si muove dentro il territorio, senza fermarsi in un solo punto. Piazze, cortili, parchi: ogni tappa cambia contesto ma mantiene lo stesso impianto, fino al 7 giugno.

Lo S-cianco resta il centro. Un gioco di strada, fatto di pochi elementi: un bastoncino, una trottola di legno, un gesto che si ripete. Si colpisce, si lancia, si compete. Non serve molto altro.

Semplice da spiegare, meno da giocare bene.

E proprio lì sta la sua forza: non ha bisogno di essere reinventato.

La giornata di Lavagno ruota attorno alla gara, ma non si esaurisce lì. Attorno al campo si costruisce altro: stand gastronomici, il mercatino dell’ingegno, spazi pensati per i bambini con giochi gonfiabili.

E poi le altre discipline, che allargano il perimetro: biliardo olandese, carrom, palota, minitennis. Accanto a queste, giochi più recenti come cornhole e carrettini a sfera.

Un insieme eterogeneo, ma coerente.

Perché il punto non è la singola disciplina. È la possibilità di provare.

Lavagno ospita il campionato di S-cianco

Gioco, tradizione e una partecipazione che cambia

C’è un dato che, più degli altri, racconta cosa sta succedendo. L’età dei partecipanti.

Oggi circa il 50% dei componenti delle squadre ha tra i 25 e i 35 anni. Non è un dettaglio statistico: è un segnale.

Vuol dire che il campionato non funziona solo come recupero folklorico. Non è una rievocazione. È qualcosa che viene scelto.

Chi partecipa non lo fa per nostalgia, ma perché trova in questi giochi uno spazio praticabile, reale.

Anche per questo il format non separa in modo rigido chi gioca da chi guarda. La piazza resta aperta. Ci si può avvicinare, provare, capire le regole mentre si gioca.

Senza iscrizioni immediate, senza barriere.

È una struttura semplice, ma voluta. Ed è uno dei tratti che negli anni ha reso riconoscibile il lavoro dell’Associazione Giochi Antichi.

A Lavagno si vedrà, ancora una volta, questa dinamica.

Una piazza che non fa solo da cornice, ma diventa campo.

Lavagno ospita il campionato di S-cianco