( fi.to) ll caso della pistola mostrata davanti a una fermata piena di studenti a Legnago approda sul terreno dello scontro politico. Dopo l’intervento del consigliere regionale Pd Gianpaolo Trevisi, che ha definito l’episodio un segnale grave da non archiviare come bravata, chiedendo più presenza sul territorio, prevenzione e investimenti educativi, arriva la replica di Marco Padovani.

Il deputato di Fratelli d’Italia contesta l’impostazione del centrosinistra e accusa la sinistra di arrivare tardi sul tema sicurezza. “Oggi scoprono baby gang, maranza e degrado, ma per anni hanno negato o minimizzato il problema”, afferma.
Nel mirino di Padovani anche una cultura politica che, sostiene, ha spesso liquidato gli allarmi come strumentalizzazioni. Il riferimento è esplicito anche a Laura Boldrini e a quella narrazione, ricorda, secondo cui “i migranti erano una risorsa”, mentre chi sollevava questioni di sicurezza veniva delegittimato.

Secondo Padovani, parlare soltanto di educazione e prevenzione non basta: servono legalità, controllo del territorio e meno giustificazionismo ideologico. “Meno prediche e più realtà”, sintetizza, chiedendo alla sinistra di fare i conti con le proprie responsabilità.
Uno scontro che riporta al centro la sicurezza, tema sempre più sensibile anche nel territorio della Bassa, e che dal caso di Legnago diventa terreno di confronto tra due visioni opposte su come affrontare degrado e violenza giovanile.
