Basta poco per evitare il peggio. Bastano 30 secondi per un gesto che può salvare delle vite: lavarsi le mani. Tutti i giorni veniamo a contatto con carrelli, corrimano e telefoni contaminati da germi e batteri, che con il semplice tocco trasferiamo al nostro corpo. Oppure al parente che andiamo a trovare in ospedale. Per questo motivo, il lavaggio delle mani è da considerarsi un potente strumento di prevenzione, non solo a livello ospedaliero ma anche nella vita quotidiana.
Domani 5 maggio si tengono i 2 punti informativi Aoui, dalle 10 alle 15, in contemporanea a Borgo Trento (sala mostre del polo Confortini) e Borgo Roma (hall principale) dove saranno disponibili stazioni didattiche, un box pedagogico e materiale divulgativo sull’igiene delle mani.
Gli infermieri del Servizio igiene, in collaborazione con la Direzione medica ospedaliera per la Prevenzione dei rischi, l’Uoc Microbiologia, l’Uoc Malattie infettive e gli studenti dei corsi di laurea in Infermieristica e in Tecniche di radiologia medica saranno presenti per insegnare la corretta tecnica del lavaggio. Non per forza serve l’acqua, basta anche igienizzare le mani con gel alcolico frizionando per 30 secondi per interrompere la catena del contagio.
Trasmissione dei germi al paziente quando si va in visita.
I germi sono ovunque e, sebbene siano invisibili e impercettibili, vivono su ogni superficie che tocchiamo quotidianamente, come pulsanti dell’ascensore e maniglie delle porte. Il processo di contaminazione inizia quando le nostre mani, toccando decine di superfici dal parcheggio fino alla stanza di un familiare, raccolgono migliaia di microrganismi. Anche se sembrano pulite, diventano il veicolo attraverso cui i germi si diffondono agli oggetti circostanti: cellulare, comodino o flebo. Il contatto diretto può trasmettere questi agenti al paziente che, avendo difese immunitarie indebolite, è particolarmente vulnerabile. Ciò che per una persona sana può essere innocuo può invece causare infezioni che rallentano la guarigione e allungano la degenza.
Con i pazienti: i 5 momenti per lavarsi le mani
Nelle strutture sanitarie l’igiene delle mani deve essere una priorità, per garantire la sicurezza dei pazienti e contrastare la diffusione delle malattie infettive. L’Oms ricorda al personale sanitario di lavare le mani in cinque momenti fondamentali. Prima di entrare nella stanza del paziente e toccarlo frizionare le mani con gel per 20/30 secondi. Prima di una medicazione o procedura asettica, dopo un rischio di contatto con i fluidi corporei, dopo aver toccato il paziente, dopo aver toccato superfici vicine al paziente.
Altri semplici accorgimenti sono evitare anelli e tenere unghie corte e senza smalto, asciugare bene le mani dopo il lavaggio.
