(di Francesca Romana Riello). Borgo Trento, il giorno dopo ancora violenza attorno al pronto soccorso: ventiquattro ore dopo il nuovo allarme sulla sicurezza al pronto soccorso di Borgo Trento, la situazione è degenerata ancora. Stavolta non dentro il triage o nelle sale d’attesa, ma fuori dal reparto, mentre un infermiere stava andando a cambiarsi per iniziare il turno.
L’aggressione sarebbe avvenuta nel pomeriggio di sabato 9 maggio, lo stesso giorno in cui la UIL Fp Verona era presente in ospedale per verificare direttamente le condizioni operative del pronto soccorso e denunciare pubblicamente il clima di tensione vissuto dal personale sanitario.
Secondo quanto riferito dal sindacato, il responsabile sarebbe lo stesso soggetto già protagonista degli episodi dei giorni scorsi all’interno del reparto. Un uomo descritto come problematico, già noto per comportamenti aggressivi, che in più occasioni aveva richiesto l’intervento delle forze dell’ordine.
Nel pomeriggio avrebbe iniziato a provocare alcune persone mentre si trovava in motorino nelle vicinanze dell’ospedale. A un certo punto avrebbe incrociato un infermiere diretto agli spogliatoi. Ne sarebbe nato un alterco rapidamente degenerato nell’aggressione fisica.
L’operatore sanitario, invece di prendere servizio, è stato costretto a ricorrere alle cure del pronto soccorso. Sulla prognosi non ci sono ancora informazioni ufficiali.

Una tensione che non resta più dentro il reparto
Il nuovo episodio arriva dopo le ore di caos vissute venerdì all’interno del pronto soccorso, quando lo stesso uomo aveva bloccato l’accesso al triage richiedendo l’intervento delle forze dell’ordine. Non più un singolo momento isolato, ma una situazione che continua a ripresentarsi.
A preoccupare non è soltanto la sicurezza del personale. Per ore, sabato, cittadini e operatori si sono trovati a condividere spazi di forte tensione, persone che erano lì per una visita, un’urgenza, per accompagnare un familiare. L’uomo indicato dal sindacato, nel frattempo, non può essere trattenuto a lungo se non sussistono le condizioni previste dalla legge.
«Questi episodi confermano un clima ormai insostenibile per il personale sanitario, costretto a lavorare quotidianamente in condizioni di forte rischio per la propria sicurezza», spiega Marco Bognin, segretario generale UIL Fp Verona.
Con l’aggressione di sabato la tensione si è ormai spostata anche negli spazi esterni, nei percorsi che i dipendenti percorrono prima ancora di entrare in reparto. La UIL torna a chiedere una risposta strutturale e coordinata tra istituzioni, forze dell’ordine, sistema sanitario e servizi territoriali, e in particolare un presidio fisso delle forze dell’ordine all’esterno del pronto soccorso di Borgo Trento.
Borgo Trento, il giorno dopo ancora violenza attorno al pronto soccorso
«A livello regionale se ne sta parlando, continua Bognin, ma non abbiamo ancora notizie concrete. Come UIL siamo pronti a fare la nostra parte anche in Regione, ma nessuno ci ha chiamati».
Il sindacato critica soprattutto l’assenza di un confronto operativo con le organizzazioni dei lavoratori, che ogni giorno raccolgono direttamente segnalazioni e criticità dai reparti.
«Questo atteggiamento non può continuare, aggiunge Bognin. Chi lavora non può iniziare il turno pensando che una situazione del genere possa ripetersi o normalizzarsi».
Intanto in reparto si continua a lavorare. Sabato sera l’infermiere aggredito era al pronto soccorso come paziente e non come operatore.

