(di Francesca Romana Riello) Turismo, Verona e Garda provano a diventare un’unica destinazione:per anni Verona e il Lago di Garda hanno viaggiato quasi su binari paralleli. Da una parte la città d’arte, l’Arena, le fiere e il turismo culturale. Dall’altra il lago, l’outdoor, gli sport acquatici e le grandi presenze straniere. Il nuovo Piano Strategico 2027-2031 di Destination Verona & Garda Foundation prova ora a trasformarli in un’unica destinazione turistica, capace di muovere i visitatori tra città, lago, colline, borghi ed entroterra veronese.

Il progetto è stato presentato questa mattina alla Dogana Veneta di Lazise durante un incontro che ha riunito amministratori, operatori turistici, categorie economiche e istituzioni del territorio. La giornata si è aperta con l’assemblea dei soci della Fondazione e l’approvazione del bilancio consuntivo e di previsione, poi è entrata nel vivo con il confronto sul futuro del turismo veronese e gardesano.

La Regione Veneto ha scelto Lazise anche per presentare le nuove linee guida regionali sulla governance turistica approvate con la DGR 114/2026. Un segnale preciso: il modello costruito attorno a Destination Verona & Garda Foundation viene ormai considerato tra i più strutturati del panorama regionale.

Ad aprire i lavori sono stati il sindaco di Lazise Damiano Bergamini, il presidente della Fondazione Paolo Artelio, il vicepresidente della Regione Veneto con delega al Turismo Lucas Pavanetto, il presidente della Camera di Commercio Paolo Arena e il segretario generale di Unioncamere Veneto Valentina Montesarchio.

Turismo, Verona e Garda provano a diventare un’unica destinazione

Verona e Garda, un’unica regia turistica

Il piano nasce soprattutto per superare quella frammentazione che per anni ha portato territori vicini a promuoversi quasi senza parlarsi. L’idea è accompagnare il turista lungo esperienze collegate tra loro, spingendolo a muoversi dentro l’intero territorio provinciale.

Chi arriva a Verona per assistere a un’opera in Arena potrebbe essere indirizzato verso la Valpolicella o l’Est Veronese. Chi soggiorna sul Garda potrebbe scoprire borghi, percorsi bike, cantine o eventi dell’entroterra. L’obiettivo è allungare la permanenza dei visitatori e distribuire i flussi durante tutto l’anno.

“Oggi presentiamo un piano strategico che consolida il percorso avviato in questi anni da Destination Verona & Garda Foundation e che punta a rafforzare ulteriormente il ruolo della nostra destinazione nel panorama turistico nazionale e internazionale”, ha dichiarato il presidente Paolo Artelio.

Tra i temi centrali c’è l’enoturismo, che nel nuovo piano entra a pieno titolo nell’offerta turistica complessiva. “Insieme ai Consorzi di tutela vogliamo costruire una regia sempre più coordinata, capace di valorizzare il vino e i territori come vero prodotto turistico integrato”, ha spiegato Artelio.

Il progetto prevede anche il potenziamento degli IAT, che la Fondazione vuole trasformare da semplici punti informativi a strumenti più attivi di gestione della destinazione. Dopo Verona, Villafranca ed Est Veronese, proprio in questi giorni è stato avviato il presidio di Lazise, primo punto operativo sul Garda.

Turismo, Verona e Garda provano a diventare un’unica destinazione

Turismo, Verona e Garda puntano sui dati

Dentro il nuovo piano strategico c’è anche il rafforzamento delle piattaforme di business intelligence e delle dashboard territoriali per monitorare flussi turistici, mercati internazionali, reputazione online, prenotazioni e spesa dei visitatori.

Strumenti pensati non soltanto per leggere i numeri, ma per decidere dove investire, quali mercati stanno crescendo e come distribuire meglio i flussi turistici tra le diverse aree del territorio.

Anche la Regione Veneto ha indicato il tema dei dati come uno dei cardini delle nuove linee guida regionali. Durante l’incontro è stato illustrato il ruolo dell’Osservatorio Turistico Regionale Federato, pensato per costruire una lettura condivisa dell’andamento turistico tra Regione, DMO e territori.

“Il sistema Verona-Garda rappresenta oggi una delle esperienze più avanzate e strutturate dell’intero panorama turistico veneto”, ha dichiarato il vicepresidente regionale Lucas Pavanetto. “Qui vediamo concretamente cosa significa passare da una logica di semplice promozione a un vero modello di destination management”.

Secondo i dati illustrati durante la giornata, il territorio veronese e gardesano ha chiuso il 2024 con quasi 19,6 milioni di presenze complessive. Continuano inoltre a crescere alcuni mercati internazionali, in particolare Stati Uniti, Polonia e Regno Unito.

Il nuovo Piano di Comunicazione punta invece a costruire un racconto più coordinato del territorio, inserendo dentro una strategia comune anche Lessinia, Valpolicella, Soave e Pianura dei Dogi.

Nel concreto il progetto prevede campagne integrate tra social media, stampa, press tour, influencer marketing e fiere internazionali, con un lavoro condiviso tra Regione, Fondazione, Comuni, Marchi d’Area e operatori turistici.

Turismo, Verona e Garda provano a diventare un’unica destinazione

Dal turista spettatore al turista che si muove

Il piano cambia anche il modo di immaginare il visitatore: non più qualcuno che arriva, guarda e riparte, ma una persona da accompagnare dentro esperienze costruite e prenotabili. Itinerari outdoor, percorsi bike, wine experience, turismo lento, eventi sportivi e attività culturali pensate per mercati internazionali differenti.

Anche gli IAT dovranno muoversi nella stessa direzione: luoghi capaci di orientare il visitatore, suggerire esperienze personalizzate e mettere in rete operatori e territori.

Turismo, Verona e Garda provano a diventare un’unica destinazione