Dopo aver superato i livelli pre-pandemia nel 2024, il turismo internazionale continua a crescere con un tasso stimato tra il 3% e il 4% per il 2026. In Sud America l’aumento degli arrivi ha raggiunto il 7%, un dato superiore alla media del continente che riflette le preferenze dei viaggiatori verso le rotte andine e le altre nazioni sudamericane.
Perché i viaggiatori scelgono il Perù
Il Perù si conferma tra le mete principali di questa tendenza. Nel 2025 ha registrato 4,1 milioni di arrivi internazionali e punta a raggiungere quota 4,4 milioni entro la fine del 2026. L’Italia si conferma il quinto mercato europeo per flussi turistici, trainato anche dall’apertura del nuovo terminal dell’aeroporto di Lima e dal progetto del futuro scalo di Chinchero, che consentirà di raggiungere la Valle Sacra senza passare da Cusco.
Uno dei principali punti di forza del Paese è la straordinaria varietà a livello paesaggistico: in un unico viaggio è possibile attraversare ambienti completamente diversi, dal deserto costiero alle vette andine, fino alla giungla amazzonica.
La costa è una striscia desertica tra le più aride del pianeta, dove città come Lima sorgono avvolte nella nebbiolina marina chiamata garúa. Qui il mare freddo della corrente di Humboldt regala acque ricchissime di pesce, fondamento della cucina peruviana.
Le Ande si alzano fino a oltre 6.000 metri, dove l’aria è rarefatta e i villaggi quechua custodiscono tradizioni millenarie. L’altiplano, il lago Titicaca – il più alto lago navigabile del mondo – e le rovine di Machu Picchu raccontano la grandezza dell’impero Inca.
La selva amazzonica copre oltre il 60% del territorio nazionale, un labirinto verde di fiumi, biodiversità straordinaria e comunità indigene che vivono in simbiosi con la foresta. Iquitos, raggiungibile solo via fiume o aerea, è una delle città più grandi al mondo senza accesso stradale.
A rendere il Perù una meta così ambita contribuisce anche il patrimonio archeologico, tra i più vasti e suggestivi al mondo. Oltre alla celeberrima Machu Picchu – la cittadella inca aggrappata tra le nuvole a 2.400 metri – il paese dissemina i suoi tesori lungo tutto il territorio. Le misteriose Linee di Nazca, enormi geoglifi tracciati nel deserto la cui funzione ancora divide gli studiosi; la città di Chan Chan, capitale del regno Chimú e più grande città precolombiana delle Americhe, costruita interamente in adobe.Le tombe reali di Sipán, che hanno restituito corredi funerari di una ricchezza paragonabile a quella di Tutankhamon.
A Cusco, antica capitale dell’impero Inca, ogni vicolo nasconde fondamenta in pietra perfettamente incastrata, mentre il sito di Sacsayhuamán sfida ancora oggi la comprensione ingegneristica moderna con i suoi massi da centinaia di tonnellate. Un patrimonio che abbraccia millenni di civiltà – Chavín, Moche, Tiwanaku, Wari, Chimú, Inca – rendendo il Perù uno dei palcoscenici più straordinari per chi vuole camminare dentro la storia.
Per quanto riguarda i collegamenti, dall’Italia non sono disponibili voli diretti: le rotte più comuni prevedono uno scalo a Madrid, Amsterdam o Parigi prima dell’arrivo a Lima. Dal punto di vista burocratico, ai cittadini italiani è richiesto soltanto un passaporto con almeno sei mesi di validità residua; non è necessario alcun visto per soggiorni turistici fino a 90 giorni.
Infine, è consigliabile stipulare sempre la migliore assicurazione viaggio Peru, utile per coprire eventuali imprevisti o emergenze sanitarie durante la permanenza.
Bolivia: l’altopiano e lo specchio di sale di Uyuni
Il Salar de Uyuni è il principale motivo per cui 1,3 milioni di turisti attraversano il confine boliviano ogni anno. Si tratta di una distesa pazzesca di sale di oltre 10.000 chilometri quadrati a 3.650 metri di quota, una superficie così vasta e bianca da essere utilizzata anche per calibrare i sensori dei satelliti in orbita. Il flusso di viaggiatori, in crescita del 5% rispetto al 2025, si concentra quasi interamente su questa regione, che rappresenta il fulcro dell’economia turistica del Paese e che nasconde dietro allo sconfinato deserto di sale uno dei depositi più importanti di litio.
Per attraversare il deserto di sale si utilizzano esclusivamente veicoli 4×4 con autisti locali, dato che l’assenza di riferimenti visivi e le condizioni del suolo rendono impossibile la guida autonoma. Il percorso collega solitamente la cittadina di Uyuni con le lagune colorate della Riserva Eduardo Avaroa, arrivando fino al confine con il Cile. È un ambiente estremo dove le temperature notturne scendono drasticamente sotto lo zero e le strutture ricettive sono essenziali, spesso costruite interamente con blocchi di sale per adattarsi alle risorse del territorio.
Cile: il deserto di Atacama e le rotte del nord
Dalle lagune della Bolivia il flusso turistico si sposta naturalmente verso il Cile, entrando nel deserto di Atacama, il luogo più arido del pianeta. San Pedro de Atacama è lo snodo logistico principale, dove si concentra la maggior parte dei viaggiatori diretti verso la Valle della Luna e i geyser del Tatio, situati a oltre 4.300 metri di quota.
A differenza della Bolivia, il Cile offre un’infrastruttura stradale e ricettiva di standard superiore, che permette una logistica più snella anche nelle aree desertiche. I dati del 2025 indicano che il turismo internazionale nel nord del Paese è trainato dall’interesse per l’astro-turismo (grazie ai cieli più tersi del mondo) e per i paesaggi vulcanici della catena andina. Per i viaggiatori italiani, l’ingresso nel Paese segue le stesse modalità del Perù: passaporto valido e nessun visto per soggiorni turistici brevi.
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