(di Francesca Romana Riello) Emergenze, Verona forma i nuovi specialisti della crisi: protezione civile, università e Polizia locale a confronto sul corso dedicato alla gestione degli scenari complessi.
Questa mattina al Comando della Polizia locale si sono seduti allo stesso tavolo l’assessore alla Sicurezza Stefania Zivelonghi, il comandante Luigi Altamura e il professor Matteo Nicolini dell’Università di Verona. Al centro dell’incontro il corso di laurea magistrale in Governance dell’emergenza, un percorso che punta a formare figure capaci di muoversi dentro scenari complessi, dove diritto, economia, organizzazione e operatività non stanno più in compartimenti separati.
Il confronto ha riguardato soprattutto la trasformazione del concetto stesso di emergenza: non più soltanto calamità naturali o interventi straordinari, ma coordinamento istituzionale, gestione delle risorse, capacità di risposta quando i tempi si stringono e le decisioni devono essere rapide.
Negli ultimi anni la gestione delle emergenze è diventata una priorità concreta anche per gli enti locali, spingendo il mondo accademico a costruire percorsi sempre più specifici e legati alla realtà operativa del territorio.

Formare chi gestisce scenari complessi
“Un importante momento di scambio tra il Comune, al cui interno la Protezione civile rappresenta una risorsa strategica, e l’Università di Verona”, ha detto l’assessora Stefania Zivelonghi. “Sappiamo quanta attenzione stiamo dedicando a questo tema e quanto sia necessario essere attrezzati per la gestione dell’emergenza. Un’interazione di confronto con l’Università, che ha un corso di studi dedicato, è senza dubbio un passaggio importante nell’ottica di accrescere sempre di più e meglio le risorse presenti sul territorio”.
Zivelonghi ha insistito anche sul valore della preparazione preventiva: “Cultura e preparazione sono alla base dell’essere pronti a intervenire con tempestività nella gestione delle emergenze”.
Il punto centrale emerso durante il confronto è che oggi le emergenze richiedono competenze che vanno oltre l’intervento operativo. Serve capacità di lettura dei sistemi, coordinamento tra soggetti diversi, gestione dei processi e rapidità decisionale.
Aspetti che riguardano non soltanto la Protezione civile, ma anche la macchina amministrativa, i servizi territoriali e il rapporto tra istituzioni.

Emergenze, Verona punta sulla preparazione
La laurea magistrale parte da un’idea precisa: che l’emergenza non sia materia esclusivamente tecnica, ma richieda competenze trasversali e una preparazione capace di unire più discipline.
“Nella sostanza formiamo persone che abbiano la capacità di fondere saperi differenti, giuridici, economici, aziendali ,per avere una cultura profonda dell’emergenza”, ha spiegato il professor Matteo Nicolini. “La capacità di cogliere le dinamiche, gestire i processi e cercare di contribuire, per quanto possibile, alla risoluzione di una serie di problematiche che si pongono all’interno della filiera”.
Saper leggere rapidamente uno scenario, comprendere le priorità, mettere in relazione soggetti diversi: è il profilo che il corso vuole costruire.
Durante l’incontro si è discusso anche del rapporto tra formazione universitaria e attività operative, con l’intenzione di rafforzare il dialogo tra mondo accademico e professionisti dell’intervento.

Dalla formazione al territorio
Quello ospitato al Comando della Polizia locale è il primo di una serie di incontri previsti nei prossimi mesi. L’obiettivo è creare connessioni più solide tra chi studia la gestione delle emergenze e chi lavora quotidianamente sul campo.
A Verona sicurezza e protezione civile sono da tempo temi su cui istituzioni e territorio stanno investendo attenzione e competenze. Il corso magistrale in Governance dell’emergenza si inserisce dentro questo percorso, con l’ambizione di formare figure capaci di affrontare la complessità prima ancora di trovarsi dentro una situazione critica.

