Il terrorista italo-marocchino Salim El Koudri avrebbe detto al suo avvocato di aver colpito con la sua auto in maniera inconsapevole: “Sono uscito perché quel giorno volevo morire. Ma non volevo fare del male a nessuno”. Le sue parole, riferite dal suo legale, paiono vaghe e annebbiate e, secondo lui, avrebbe agito in una situazione di assoluta confusione mentale. Sembrerebbe rivivere per la prima volta le sue memorie e, quando gli racconto la dinamica di quello che è accaduto, è come se fosse inconsapevole.
Però, davanti agli inquirenti si sarebbe rifiutato di rispondere. Il trentunenne El Koudri, nato a Bergamo, ha investito e ferito otto persone, lanciandosi con la sua auto a 100 all’ora in centro a Modena, dove ha cercato di centrare quante più vittime possibile. Al momento è in isolamento e l’udienza di convalida a suo carico è stata rinviata a domani. Deve rispondere di strage e lesioni. Inoltre, per via dell’uso del coltello, non può dire di aver semplicemente perso il controllo della sua vettura.

Secondo la Procura di Modena, che collabora con la Digos di Bologna, al momento non ci sono elementi che possano far ricondurre i fatti di sangue ad una matrice terroristica, anche se si tratta di terrorismo bello e buono, consapevole o inconsapevole.
Addirittura, avrebbe chiesto di vedere un prete e di poter leggere la Bibbia. Questo pare il copione già scritto per puntare alla semiinfermità mentale. E, grazie alla riforma Bisaglia che ha chiuso i manicomi, potrebbe cavarsela con poco.
Malato mentale o attore?
Che abbia delle turbe mentali pare provato, ma la Digos dovrebbe fare dei controlli approfonditi, scandagliando i suoi contatti per verificare che non sia stato radicalizzato via internet da qualche organizzazione islamica.
Il suo comportamento potrebbe essere Taqiyya, cioè la possibilità di mentire o negare la propria fede per difendere la propria vita o incolumità. Questo è permesso ai musulmani nel caso in cui ci si trovi in guerra e, nella mente malata di alcuni adepti della fede islamica, essi sono in guerra con noi.
L’uso di malati di mente per compiere attentati
Esistono vari casi di malati di mente e handicappati convinti con promesse di felicità dopo la morte a farsi saltare in aria. Al-Qaeda aveva utilizzato questi droni viventi in varie circostanze.
Si conoscono vari casi di terroristi islamici che hanno reclutato bambini con problemi mentali che vengono poi guidati per farsi saltare in aria con delle bombe.
A Modena il sindaco è stato molto imprudente a organizzare una manifestazione contro le strumentalizzazioni politiche di questa tragedia prima di conoscere i risultati delle analisi, che sono ancora in corso.
