(fi.to) Il Monte Baldo prova a costruire il proprio futuro partendo dalle sue risorse naturali, dal turismo sostenibile e dal coinvolgimento delle comunità locali. Si è concluso a Caprino Veronese il progetto SC.RI.G.N.O. – “SCommettere sulle RIsorse naturali per Generare Nuove Opportunità” – iniziativa finanziata da Fondazione Cariverona che negli ultimi tre anni ha messo in rete enti pubblici, associazioni, imprese e realtà sociali del territorio baldense.
Un progetto nato con l’obiettivo di trasformare il patrimonio naturalistico del Baldo in una leva concreta di sviluppo economico, sociale e culturale, in un territorio che continua a confrontarsi con spopolamento, frammentazione delle risorse e difficoltà nel creare nuove opportunità per giovani e imprese.
I numeri raccontano la portata dell’iniziativa: oltre 4.000 persone coinvolte, più di 800 giovani under 30, 250 persone formate e oltre 200 ore di attività formative. Ma oltre ai dati, il progetto punta soprattutto ad aver costruito relazioni e collaborazioni permanenti tra soggetti diversi del territorio.

Durante l’incontro conclusivo ospitato nella sala consiliare di Villa Carlotti, amministratori, operatori locali e associazioni hanno rilanciato una visione chiara: fare del Monte Baldo non solo una meta turistica, ma un territorio capace di generare valore stabile attraverso ambiente, innovazione e qualità dell’offerta.
Tra i risultati più significativi anche la valorizzazione del Rifugio Novezzina, dell’Orto Botanico del Monte Baldo e del nuovo Museo della Biodiversità Francesco Calzolari, realizzato come spazio interattivo e sensoriale dedicato alla divulgazione scientifica e ambientale.
Particolare attenzione è stata dedicata anche al tema del turismo e dell’economia locale. Nel corso dell’incontro, Marco Braga di t2i ha illustrato i dati sul sistema imprenditoriale e turistico veronese, evidenziando come il territorio gardesano e veronese abbia ormai raggiunto una fase di piena maturità turistica, con quasi 6 milioni di arrivi e quasi 20 milioni di presenze nel 2025. Secondo Braga, la sfida futura non sarà aumentare ulteriormente i numeri, ma puntare sulla qualità dell’esperienza e redistribuire i flussi verso l’entroterra, valorizzando aree come il Monte Baldo oggi ancora marginali rispetto al turismo di massa concentrato sul lago di Garda.
Monte Baldo cresce in valore
«Non bisogna più crescere in volume, ma in valore», è stato sottolineato durante il confronto, indicando nel Baldo una possibile alternativa per un turismo più sostenibile, lento e legato alle esperienze ambientali, culturali ed enogastronomiche.
In questo contesto si inserisce anche la proposta lanciata dall’Associazione Marchio del Baldo di creare una vera e propria agenzia di promozione del turismo sostenibile, pensata come impresa sociale di comunità. L’obiettivo è costruire pacchetti esperienziali legati ad ambiente, sport, cultura e territorio, superando la logica del turismo “mordi e fuggi”.
«Il Monte Baldo non è solo un panorama o una meta turistica, ma un ecosistema che richiede una governance attenta capace di coniugare tutela e sviluppo», è stato ricordato nel corso dell’incontro, dove più interventi hanno sottolineato la necessità di creare reti stabili tra pubblico e privato.
Dal confronto finale è emerso un concetto condiviso: il Monte Baldo viene sempre più considerato un patrimonio strategico non solo dal punto di vista ambientale, ma anche economico e sociale. La sfida sarà ora consolidare le connessioni costruite in questi anni e trasformarle in strumenti permanenti di sviluppo del territorio, cercando di tenere insieme tutela del paesaggio, sostenibilità e nuove opportunità per chi vive e lavora in montagna.
