(di Francesca Romana Riello) Azalea, un milione pagato dai soci:diciannove mesi è il tempo che la UIL FP Verona prende come misura per fare i conti con la situazione della cooperativa Azalea: non solo la durata dello stato di crisi aperto al suo interno, ma il punto oltre il quale una misura straordinaria smette di essere percepita come tale. Per il sindacato, quel punto è già stato superato.

Gli effetti economici sui soci lavoratori continuano e rischiano di trasformarsi in una riduzione stabile del reddito.  

I numeri su cui si fonda la contestazione sono quelli indicati dalla UIL: una trattenuta mensile compresa mediamente tra 50 e 60 euro per socio lavoratore, alla quale si aggiunge il mancato adeguamento previsto dal rinnovo contrattuale, stimato in circa 120 euro al mese. Il risultato è una perdita che si colloca tra i 170 e i 180 euro mensili per ciascun lavoratore coinvolto.  

Sono cifre che incidono in modo diverso da famiglia a famiglia: mutui, affitti, figli, spese quotidiane. Ma il dato comune, nella lettura del sindacato, è che il peso economico continua ad accumularsi mese dopo mese e sta alimentando un malessere che non riguarda più soltanto il reddito.  

Azalea, un milione pagato dai soci

Quando la misura straordinaria diventa ordinaria

Il segretario generale UIL FP Verona Marco Bognin non mette in discussione che la cooperativa stia attraversando una fase complessa. Ma sposta il ragionamento su un altro piano: fino a quando quella difficoltà può continuare a gravare quasi esclusivamente sui soci lavoratori?

«Dopo 19 mesi non possiamo più parlare di una misura temporanea. Quando una crisi aziendale continua a essere sostenuta prevalentemente attraverso il sacrificio economico dei soci lavoratori il problema non è più soltanto gestionale: diventa una questione di equità, rispetto e dignità del lavoro».  

Secondo le stime della UIL, il costo complessivo sostenuto dai soci dall’avvio dello stato di crisi si avvicina al milione di euro. È questo, per il sindacato, il dato che sintetizza meglio la situazione: una crisi che fino a oggi sarebbe stata sostenuta soprattutto da chi continua ogni giorno a garantire i servizi.  

Nel frattempo qualcosa sembra muoversi anche dentro la base sociale. Nell’assemblea dei soci, riferisce la UIL, circa un terzo dei presenti ha espresso contrarietà alla prosecuzione dello stato di crisi. Un segnale che il sindacato interpreta come richiesta crescente di una direzione diversa.  

Azalea, un milione pagato dai soci

Azalea, un milione pagato dai soci

Economia e contratto qui finiscono per sovrapporsi; la UIL sottolinea che Azalea sarebbe oggi l’unica cooperativa sociale del Veneto a non avere ancora applicato il rinnovo del contratto nazionale. Un elemento che, secondo il sindacato, rende ancora più difficile chiedere ulteriori sacrifici economici ai lavoratori.  

Bognin chiede che venga indicata una prospettiva concreta.

«Servono risposte vere, un piano chiaro, tempi certi e soprattutto il rispetto pieno del contratto. La crisi non può essere utilizzata come giustificazione permanente per comprimere il salario».  

Giusi Campisi, segretaria provinciale UIL FP con delega al Terzo Settore, collega invece il tema alla qualità dei servizi e al riconoscimento del lavoro sociale.

«Non si può parlare di qualità dei servizi senza riconoscere il valore di chi quei servizi li garantisce ogni giorno. Le lavoratrici e i lavoratori delle cooperative sociali svolgono funzioni fondamentali per persone, famiglie e comunità».  

Il nodo del contratto e la richiesta di un piano

La richiesta della UIL è aprire una fase diversa: il sindacato chiede che la cooperativa chiarisca come intende uscire dallo stato di crisi, con quali tempi e con quali garanzie per i soci lavoratori. Sul tavolo mette tre priorità: trasparenza, tutela del reddito e sostenibilità delle scelte future.  

«Serve un cambio di passo: applicazione del rinnovo contrattuale, superamento dello stato di crisi e tutela concreta delle buste paga» conclude Campisi.  

La questione adesso si concentra tutta qui: non soltanto nella gestione di una difficoltà economica, ma nel modo in cui quel costo viene distribuito. Perché quando una crisi dura quasi due anni il tema non è più soltanto resistere, ma capire chi continua a pagarne il conto.  

Azalea, un milione pagato dai soci