E’ necessario un rinnovo dignitoso

Giornalisti in piazza, questa volta non per raccontare una protesta, ma per esserne protagonisti. A Verona si è svolta una delle manifestazioni legate alla terza giornata di sciopero proclamata dalla Federazione Nazionale della Stampa, con al centro il mancato rinnovo del contratto nazionale, fermo da dieci anni.

Una situazione che, secondo i rappresentanti della categoria, rende sempre più complesso esercitare la professione. Il contratto attuale viene definito superato e bisognoso di una revisione profonda, a partire dagli aspetti economici. La richiesta è chiara: un adeguamento salariale e normativo che tenga conto dei carichi di lavoro, delle trasformazioni del settore e del ruolo dell’informazione.

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La retribuzione dei giornalisti deve essere adeguata”, è stato ribadito nel corso della manifestazione. Un tema che va oltre la singola categoria e investe il funzionamento stesso del sistema democratico: un’informazione libera necessita di condizioni economiche dignitose.

Nonostante l’apertura di un tavolo di confronto, le trattative non hanno prodotto risultati concreti. Viene infatti denunciata una mancanza di disponibilità al dialogo da parte degli editori, con diversi momenti di stallo nel negoziato.

La mobilitazione punta anche a sensibilizzare l’opinione pubblica. Il lavoro giornalistico, è stato sottolineato, rafforza la consapevolezza dei cittadini e la qualità della vita democratica, soprattutto a livello locale.

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Nel corso della manifestazione è intervenuta la segretaria nazionale Fnsi, Alessandra Costante, che ha ribadito la necessità di un nuovo contratto capace di rispondere alle trasformazioni del settore, inclusi i cambiamenti legati a innovazione tecnologica e intelligenza artificiale.

Tra i punti critici, anche la mancata valorizzazione economica dei contenuti giornalistici sulle piattaforme digitali, elemento che incide sulla sostenibilità dell’intero comparto.

Ampio spazio è stato dedicato alle condizioni dei lavoratori autonomi e dei collaboratori, spesso caratterizzate da compensi molto bassi, talvolta sotto la soglia di povertà. Una situazione che, secondo il sindacato, mette a rischio la qualità dell’informazione.

Nel mirino anche le proposte economiche degli editori, giudicate insufficienti dopo anni senza rinnovo, e le ipotesi di ingresso per i giovani con retribuzioni ridotte, considerate un ulteriore fattore di precarizzazione.

I giornalisti si richiamano alla Costituzione

Il richiamo finale è ai principi costituzionali: l’articolo 21 sulla libertà di informazione e l’articolo 36 sul diritto a una retribuzione dignitosa. Due pilastri che, secondo i manifestanti, devono tornare centrali nel confronto.

La trattativa si preannuncia complessa, ma la categoria chiede un cambio di passo: rafforzare qualità, indipendenza e sostenibilità dell’informazione.

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