A distanza di 25 anni dalla fondazione, inJob conferma il proprio percorso di crescita e consolidamento nel panorama delle risorse umane. Nata a Verona nel 2001 per iniziativa di Carlo De Paoli, l’azienda ha chiuso il 2025 con risultati economici particolarmente positivi: un fatturato di 94 milioni di euro (+7% rispetto all’anno precedente) e un EBITDA di 6 milioni, in crescita del 64%.

Numeri che testimoniano la solidità di un modello costruito nel tempo e capace di adattarsi alle trasformazioni del mercato del lavoro. Dal 2021, inJob fa parte di W Group, realtà multi-brand e multi-mercato fondata e guidata da Federico Vione, mantenendo al contempo una forte identità organizzativa.

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RADICAMENTO TERRITORIALE E OCCUPAZIONE

Oggi inJob conta 32 sedi tra Nord e Centro Italia, circa 200 dipendenti, oltre 8.000 profili inseriti ogni anno e quasi 2.000 aziende clienti. Il 2025 ha visto l’inserimento nel mondo del lavoro di oltre 8.000 talenti, di cui il 10% con contratti a tempo indeterminato.

Il Veneto si conferma il cuore pulsante dell’attività: oltre 3.700 inserimenti, pari al 46% del totale nazionale. A trainare sono soprattutto Verona (con più di 2.300 inserimenti tra città e provincia), seguita da Treviso, Padova, Venezia e Vicenza.

Un radicamento territoriale che si traduce in una capacità concreta di intercettare i bisogni delle imprese e accompagnare i talenti nei percorsi professionali, confermando il ruolo strategico dell’azienda nei distretti produttivi del Made in Italy.

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EVOLUZIONE E STRATEGIA

Nel corso degli anni, inJob ha dimostrato una costante capacità di innovazione: dalla specializzazione nel middle management all’internazionalizzazione, dall’adozione dello smart working già nel 2017 fino al lancio, nel 2024, di Mynameis, brand dedicato all’head hunting e alla selezione di profili middle ed executive.

Guardando al futuro, il piano di sviluppo per il 2026 punta a rafforzare la presenza nel Nord Ovest e nel Centro Italia, con focus su Torino e il Piemonte, oltre a Toscana e Lazio, con l’obiettivo di coprire i principali distretti industriali del Paese.

Parallelamente, è previsto per l’autunno il lancio di una nuova divisione dedicata a un settore strategico per l’economia italiana, oggi in forte crescita ma ancora caratterizzato da una carenza strutturale di profili qualificati.

LA VISIONE: PERSONE E QUALITÀ DEL LAVORO

“I risultati del 2025 e dei primi mesi del 2026 confermano la solidità del percorso avviato nel 2021”, sottolinea Enrica Ronchi, CEO di inJob. “In un mercato del lavoro in profonda trasformazione, la crescita della marginalità del 64% dimostra che stiamo costruendo nel modo giusto: con coerenza strategica, vicinanza ai territori e attenzione reale alle persone”.

Particolarmente significativo, evidenzia Ronchi, è l’aumento dei contratti a tempo indeterminato: “In un settore storicamente legato alla flessibilità, scegliere di stabilizzare le persone rappresenta una posizione chiara sul valore del lavoro e sul tipo di futuro che vogliamo contribuire a costruire”.

Con uno sguardo rivolto al 2026, inJob si prepara ad affrontare un mercato sempre più complesso, dove la domanda di competenze specializzate cresce e le aspettative delle nuove generazioni cambiano rapidamente. In questo scenario, l’azienda punta a rafforzare il proprio ruolo di ponte tra persone e imprese, trasformando l’incontro tra domanda e offerta in un valore duraturo.